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MEDIASET – CANALE 5 * “MATTINO CINQUE” – 17/09: «MORTE DI CLAUDIO CITRO, LA MAMMA A PROCESSO MEDIATICO, ‘MIO FIGLIO CHIEDEVA SOLO AIUTO’» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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13.07 - mercoledì 17 settembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A “MATTINO CINQUE” PARLA LA MAMMA DELL’UOMO DECEDUTO DOPO ESSERE STATO FERMATO CON IL TASER A REGGIO EMILIA

«Io credo nella giustizia, però non si può braccare un ragazzo così. Mio figlio non aveva un’arma in mano, non stava ammazzando nessuno, stava solo chiedendo aiuto»

Oggi, mercoledì 17 settembre, durante la puntata di “Mattino Cinque”, in diretta su Canale 5, ha parlato Alfonsina, la mamma di Claudio Citro, il quarantaduenne deceduto in ospedale dopo essere stato fermato con il taser dalla polizia a Massenzatico (RE), mentre si trovava in forte stato di agitazione.

I fatti risalgono a lunedì 15 settembre quando, intorno alle cinque del mattino, alcune pattuglie della Questura di Reggio Emilia sono state allertate dai cittadini per la presenza di un uomo che dava in escandescenze. Secondo la ricostruzione degli agenti, Citro avrebbe avuto atteggiamenti aggressivi e comportamenti tali da creare pericolo. Sul posto sono intervenuti anche i soccorsi: Croce Rossa, automediche e un’ambulanza della Croce Verde ma l’uomo, di corporatura robusta, rimaneva difficile da contenere. Così, i poliziotti hanno fatto uso del taser per immobilizzarlo. Dopo poco, l’uomo è caduto a terra ed è stato immediatamente soccorso. Trasportato all’ospedale in condizioni critiche, è deceduto poche ore dopo. Intanto, la Procura della Repubblica di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta e disposto accertamenti.

Ai microfoni della trasmissione Alfonsina, la mamma di Claudio Citro, racconta: «Mio figlio è andato in escandescenze, lui non aveva nessun problema, era una persona normalissima, aveva un’attività. Va bene, ha avuto problemi con la giustizia ma io so solo una cosa, che lui chiedeva aiuto». La donna prosegue: «Ho un grande dolore dentro di me. Io credo nella giustizia, nello Stato, se c’è qualcuno che ha sbagliato paga, però non si può braccare un ragazzo così. Ci sono anche le parole per chiedere ad una persona “cosa sta succedendo?”. «Mio figlio non aveva un’arma in mano, non stava ammazzando nessuno, stava solo chiedendo aiuto. È vero, chiunque si sarebbe spaventato, è giusto che loro facciano il loro dovere, ma chiedo un po’ di sensibilità».

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