Di Luca Franceschi
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Alessandro Zan, responsabile Diritti del Partito democratico ed europarlamentare, denuncia il comportamento della giunta di centrodestra a Rovigo. Secondo il rappresentante dem, l’amministrazione cittadina starebbe attuando un sistematico ostruzionismo politico nei confronti del primo Pride cittadino.
La contestazione di Zan parte dalle dichiarazioni della sindaca Valeria Cittadin, che aveva qualificato il Pride con termini particolarmente critici, utilizzando espressioni come “tribale” ed evocando riferimenti alla “giungla”. A queste parole hanno fatto seguito settimane caratterizzate da silenzi e ritardi nell’iter amministrativo.
La situazione si è aggravata nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione, quando è arrivato il diniego all’utilizzo di piazza Matteotti, uno dei principali spazi pubblici della città. Zan interpreta questa decisione come parte di una strategia complessiva volta a contrastare una manifestazione pacifica dedicata ai temi dei diritti, della libertà e dell’uguaglianza.
L’europarlamentare sottolinea l’incoerenza della posizione amministrativa: se la piazza viene regolarmente utilizzata per concerti e altre manifestazioni di vario genere, il diniego specifico per il Pride costituisce una forma di discriminazione. Zan ricorda che chi governa la città ha l’obbligo costituzionale di garantire il pieno esercizio delle libertà democratiche.
Nonostante gli ostacoli frapposti, Zan esprime fiducia nel fatto che il Pride si realizzerà ugualmente, anzi con ancora maggiore partecipazione e determinazione. Conclude il suo intervento con una metafora che diventa anche un appello: “Più cercano di cancellarci, più noi saremo marea”.
