Di Luca Franceschi
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Secondo l’ultima nota congiunturale del Centro Studi Confindustria, emerge un dato significativo che merita attenzione: il credito alle imprese sta crescendo, ma non per destinarlo a investimenti. Le aziende accedono al credito bancario per sostenere il peso delle bollette energetiche. Mentre la domanda di prestiti per investimenti fissi rimane stagnante e le previsioni di spesa peggiorano, il sistema produttivo non cresce realmente, bensì si limita a tamponare una situazione critica. Le risorse che dovrebbero confluire verso macchinari, ricerca e occupazione vengono invece consumate per pagare l’energia.
I prezzi dei carburanti hanno raggiunto i massimi dell’anno, superando abbondantemente i due euro al litro, con picchi ancora più elevati sulle autostrade. Il prezzo del gas si avvicina ai 64 euro mentre l’elettricità supera i 157 euro. Secondo Confesercenti, il solo aumento dei carburanti tra luglio e agosto comporterà una spesa aggiuntiva di 700 milioni di euro per le famiglie italiane. Questa situazione costringe molti italiani a rinunciare alle vacanze dopo un anno intero di lavoro.
Di fronte a questo scenario preoccupante, l’esecutivo appare disorientato e privo di strategie concrete. Non sono state riattivate le accise mobili, uno strumento già previsto dalla legge a costo zero per lo Stato, che potrebbe restituire agli automobilisti almeno il maggior gettito IVA derivante dai rincari. Manca completamente una strategia contro le speculazioni che i cittadini osservano quotidianamente sulla rete autostradale. Altrettanto nebulosa risulta la visione del governo riguardo a soluzioni strutturali per affrontare la crisi energetica.
La situazione imbarazza il governo, in particolare chi lo guida. Colei che in passato ha girato video promettendo di cancellare le accise e denunciava il caro carburanti come un’imposta mascherata, oggi che il fenomeno si ripete identico e lei governa il Paese, ha abbandonato completamente quelle promesse. Si tratta di una delle tante promesse disattese da un esecutivo ormai in declino.
Per evitare di affrontare questi problemi, l’attenzione viene deliberatamente spostata altrove: questioni di sicurezza, immigrazione e cronaca nera occupano le trasmissioni pubbliche e i giornali vicini al governo, mentre le bollette continuano ad arrivare e la fiducia delle famiglie tocca i minimi storici. Questo calcolo tattico si rivela però errato: anche gli elettori di destra, che ogni mattina vanno al lavoro e desiderano spostarsi senza spendere cifre esorbitanti per il carburante, hanno perso la pazienza.
La coalizione di governo abbandoni l’assorbente discussione sulla legge elettorale e rivolga l’attenzione ai problemi reali dell’Italia. Il Partito Democratico ha presentato le proprie proposte da tempo: l’immediata riattuazione delle accise mobili, un piano per utilizzare al meglio le risorse della flessibilità di bilancio europea per combattere il costo dell’energia, lo scorporamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, e poteri di controllo più efficienti contro le speculazioni. Il governo ascolti queste proposte invece di continuare a sottrarsi alle sue responsabilità.
