Di Luca Franceschi
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Daniela Dondi, deputato di Fratelli d’Italia, interviene sulla legge che la Regione Emilia Romagna si appresta ad approvare in materia di fine vita, esprimendo una posizione critica rispetto all’iniziativa normativa. Secondo l’esponente di FdI, la vera priorità per le comunità e per il sistema sanitario non risiede nell’accompagnare le persone verso la morte, bensì nel garantire a ogni cittadino cure adeguate e un accesso effettivo alle terapie palliative.
La riflessione della deputata parte da un principio etico fondamentale: il suicidio non può e non deve mai essere configurato come una soluzione che lo Stato offre in risposta alle fragilità e alle sofferenze dei cittadini. Secondo Dondi, l’unica risposta che sia autenticamente etica, civile e umana dinanzi al dolore consiste nel potenziamento delle cure palliative, le quali sono in grado di fornire un concreto sollievo e di preservare la dignità dei pazienti, senza inoltre abbandonare le famiglie nel delicato momento della prova.
Dondi sottolinea che la vita umana rappresenta un diritto inalienabile e fondamentale, che lo Stato e le istituzioni hanno il dovere primario di difendere in ogni sua fase, particolarmente in quelle contraddistinte da maggiore vulnerabilità. Il ruolo della politica e della sanità deve essere quello di proteggere e valorizzare la dignità umana, non di rinnegarla né di cedere di fronte alle difficoltà. Proseguire negli investimenti per il potenziamento delle strutture e della rete assistenziale rappresenta, secondo la deputata, l’unico modo concreto per dimostrare una vicinanza reale a coloro che soffrono.
