Di Luca Franceschi
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Le Marche sono state teatro di un evento meteorologico di straordinaria violenza che ha provocato danni ingenti su tutto il territorio regionale. Il deputato marchigiano del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede è intervenuto in Aula per denunciare la gravità della situazione e sollecitare un intervento immediato da parte delle istituzioni.
La grandinata eccezionale, con chicchi dalle dimensioni paragonabili a palline da tennis, ha colpito duramente diverse province marchigiane. Dalla Riviera di San Benedetto del Tronto fino alle zone interne di Fermo, Macerata, Ancona e Pesaro-Urbino, la devastazione è stata estesa e capillare.
I danni registrati sono molteplici e coinvolgono diversi settori. Sono state distrutte automobili, coperture di edifici, lucernari e impianti fotovoltaici. Il settore agricolo ha subito perdite considerevoli con la distruzione delle colture, mentre gli stabilimenti turistici e le attività produttive hanno riportato danneggiamenti significativi. Le segnalazioni di feriti continuano ad arrivare e l’entità complessiva dei danni è ancora in fase di quantificazione.
Il parlamentare pentastellato ha rivolto un appello diretto al Governo affinché si attivi immediatamente attraverso il ministro Musumeci. L’obiettivo è monitorare con precisione l’entità dei danni e avviare rapidamente le procedure necessarie per il riconoscimento dello stato di emergenza e della calamità naturale.
Fede ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Comuni, Provincia e Regione devono agire con tempestività per trasmettere le richieste al Dipartimento della Protezione civile, garantendo così una risposta coordinata ed efficace all’emergenza.
Il deputato marchigiano ha evidenziato come non sia più accettabile trovarsi di fronte a continui bollettini di guerra senza ricevere risposte concrete. Gli eventi meteorologici estremi stanno diventando sempre più frequenti e violenti, e continuare a minimizzare l’impatto dei cambiamenti climatici equivale a voltare le spalle ai territori e alle comunità che li abitano.
La richiesta conclusiva si articola su tre direttrici fondamentali: interventi immediati per affrontare l’emergenza in corso, ristori adeguati per famiglie e imprese colpite, e una strategia seria e strutturata di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici per evitare che simili catastrofi possano ripetersi con la stessa devastante intensità.
