Di Luca Franceschi
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L’Unione europea ha preso una decisione che sta sollevando forti polemiche. Su pressione insistente del presidente Zelenski, Bruxelles ha scelto di escludere dalla concessione della protezione temporanea i rifugiati ucraini che non hanno adempiuto agli obblighi militari. In pratica, si chiudono le porte alle decine di migliaia di giovani che stanno fuggendo dalla guerra rifiutandosi di andare a morire al fronte.
A denunciare la gravità della situazione è Arnaldo Lomuti, capogruppo M5S in Commissione Difesa, che sottolinea come non si tratti di pochi disertori isolati, ma di un fenomeno massiccio e in continua espansione tra i giovani ucraini.
Questi ragazzi rifiutano un arruolamento che per loro significa morte quasi certa e cercano di sfuggire alle violente retate dei militari incappucciati che vanno a caccia di carne da cannone per le strade, sugli autobus, nei locali pubblici.
La posizione dell’Unione europea, secondo Lomuti, equivale a dire a questi giovani che devono obbedire e andare a uccidere e a morire. Una linea durissima che tradisce i valori fondamentali dell’accoglienza.
È gravissimo, sostiene il parlamentare pentastellato, che l’Unione europea strumentalizzi il diritto universale all’accoglienza trasformandolo in uno strumento di reclutamento militare per conto del governo ucraino.
Lomuti conclude la sua dichiarazione citando il maestro Fabrizio De André, ricordando che ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà, in un chiaro appello al diritto all’obiezione di coscienza e al rifiuto della violenza bellica.
