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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «AUTONOMIA. MANCINI (FDI): NON SI SPEZZA L’ITALIA, SI VALORIZZANO I TERRITORI»

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16.05 - mercoledì 15 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La discussione sulla riforma dell’autonomia differenziata prosegue in Senato, con la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini che interviene per chiarire i contenuti degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Secondo Mancini, gran parte delle critiche mosse al progetto derivano da un equivoco profondo e persistente che non trova fondamento nella realtà della proposta.

La senatrice respinge con fermezza le principali obiezioni sollevate dall’opposizione: il progetto non prevede alcuna scissione territoriale dell’Italia, non crea categorie di cittadini privilegiati rispetto ad altri, e non comporta un trasferimento in blocco di materie dalle istituzioni centrali alle regioni. Al contrario, secondo Mancini, il percorso intrapreso prevede l’attribuzione di funzioni specifiche, puntuali e circoscritte, che lasciano intatti gli elementi fondamentali dei servizi pubblici garantiti a livello nazionale.

La riforma si inserisce nel filone tracciato dalla Corte costituzionale, prosegue Mancini, facendo riferimento alla sentenza numero 192 del 2024. Mentre alcuni hanno interpretato questo pronunciamento come una bocciatura della norma, la senatrice sostiene che accade esattamente il contrario: la Corte ha operato correzioni a specifiche disposizioni della legge numero 86, ma ha confermato la legittimità complessiva dell’istituto dell’autonomia differenziata e ha delimitato con precisione i confini entro cui operare.

Entrando nel dettaglio dei singoli settori interessati dalle intese, Mancini affronta la questione della Protezione Civile, dove respinge categoricamente l’accusa di frammentazione del sistema. Secondo la senatrice, gli schemi non introducono elementi nuovi: attualmente già le regioni detengono i poteri necessari per gestire autonomamente le emergenze di ambito locale, inclusa la regolazione delle risorse, dei poteri straordinari e dei limiti temporali di intervento. Le intese semplicemente operano all’interno di questo quadro esistente, rispettando scrupolosi vincoli e senza determinare alcuna parcellizzazione della risposta di protezione civile sul territorio nazionale.

Passando alla previdenza complementare, Mancini sottolinea come il progetto non muova su terreni inesplorati. Cita l’esempio concreto del fondo Solidarietà Veneto, istituito nel 1990, che ha raggiunto i 160.000 iscritti. Il riconoscimento di funzioni specifiche alla regione mira a estendere l’accesso ai servizi di previdenza integrativa a coloro che oggi rimangono privi di protezione sociale adeguata: giovani, donne, lavoratori autonomi e dipendenti delle piccole e medie imprese. Mancini sostiene che promuovere l’adesione alla previdenza integrativa non significa frammentare il sistema: i fondi negoziali nazionali mantengono piena forza, mentre si amplia semplicemente la base dei beneficiari che possono accedere a una pensione dignitosa.

Concludendo il suo intervento, la senatrice pronuncia un principio generale che sintetizza la filosofia della riforma: l’unità di una Repubblica non si preserva comprimendo e annullando le differenze territoriali, bensì governandole consapevolmente. Una nazione rimane coesa quando riconosce che la varietà e la ricchezza dei propri territori non rappresentano un fattore di frammentazione da uniformare, ma costituiscono una risorsa preziosa da valorizzare e sviluppare. L’autonomia amministrativa responsabile, secondo questa visione, non genera distacco tra i cittadini e lo Stato: al contrario, crea un legame più diretto e efficace tra coloro che vivono in un territorio e le istituzioni che li governano quotidianamente.

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