Di Luca Franceschi
///
Fratelli d’Italia torna all’attacco sulla questione della Global Sumud Flotilla dopo la notizia pubblicata dal Corriere della Sera riguardante la partecipazione di tre esponenti dell’organizzazione ai funerali dell’ayatollah Khamenei. I tre attivisti in questione sono Lisi Proença, Tadhg Hickey e Ariadne Teles.
Secondo quanto riferito, gli esponenti della flotilla hanno manifestato pubblicamente il loro sostegno alla Repubblica islamica in chiave anti-americana, tracciando un parallelo tra la figura dell’ayatollah Khamenei e quella di leader rivoluzionari come Fidel Castro e Che Guevara. Inoltre, hanno dichiarato l’intenzione di mettere in atto “molte cose” relative alle loro battaglie politiche.
Sebbene l’organizzazione abbia precisato che Proença e gli altri hanno presenziato all’evento e rilasciato le rispettive interviste a titolo personale, il fatto ha acceso nuovamente i riflettori su una questione che il partito di destra denuncia ormai da diversi mesi. Fratelli d’Italia sostiene infatti che all’interno di questo movimento gravitano troppi sostenitori del fondamentalismo islamico e di regimi autoritari.
Quello che risulta particolarmente critico è che alcuni parlamentari della Repubblica italiana hanno partecipato alle attività della flotilla, utilizzando risorse pubbliche finanziate dai cittadini. Il deputato Sara Kelany, responsabile del dipartimento immigrazione di FdI, ha colto l’occasione per rivolgere una sfida diretta ai partiti di opposizione di centro-sinistra.
Kelany ha infatti interpellato il Pd e il Movimento Cinque Stelle chiedendo loro di spiegare come riescono a conciliare la difesa dei diritti delle donne con l’appoggio esplicito a chi sostiene Khamenei e il regime iraniano. La deputata ha sottolineato come quest’ultimo sia responsabile di persecuzioni e condanne a morte ai danni di chi non rispetta le norme sul corretto indossamento del velo.
