Di Luca Franceschi
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Continua la divisione della coalizione di centrosinistra sui temi cruciali della politica estera. A evidenziare le fratture interne è quanto accaduto nella seduta odierna della commissione Affari esteri e Difesa del Senato, dove si è discusso della risoluzione relativa alle nuove missioni internazionali da autorizzare nel corso del 2026 e alle missioni da rinnovare.
Il documento sottoposto al voto, di cui è relatore il senatore Michele Barcaiuolo, ha generato posizioni difformi tra i principali partiti dell’opposizione. Pd e M5s hanno trovato convergenza unicamente su specifiche questioni: entrambi i gruppi hanno votato contro la partecipazione della polizia di Stato alla missione civile dell’Unione europea in Libia e alla nuova missione in Tunisia.
Tuttavia, le fratture si sono manifestate in tutta la loro evidenza quando si è affrontato il tema del supporto all’Ucraina. Su iniziative che riguardano la partecipazione nazionale alle operazioni della Nato, dell’Unione europea, alle coalizioni internazionali e agli interventi bilaterali di sostegno a Kiev, i due schieramenti si sono divisi nettamente. Il Pd ha votato a favore del coinvolgimento italiano, mentre il M5s si è opposto, confermando secondo le critiche rivolte dal capogruppo meloniano una posizione di allineamento con le posizioni russe.
Secondo Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Affari esteri e Difesa, queste divisioni interne pongono seri interrogativi sulla credibilità del centrosinistra italiano. Un’alleanza che si lacera su questioni di politica estera rappresenterebbe un segnale critico, poiché tali tematiche incidono direttamente sulla sicurezza nazionale e definiscono il posizionamento strategico dell’Italia nello scenario internazionale.
