Di Luca Franceschi
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Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Attività Produttive, interviene per respingere le critiche rivolte al Piano filatelico del Ministero dell’Industria, della Tecnologia e della Transizione digitale. La sua dichiarazione arriva in risposta alle ironie pubblicate dal Corriere della Sera, che aveva messo in discussione le priorità del governo, suggerendo che i francobolli continuassero a resistere mentre le fabbriche rischiavano di chiudere e i tavoli di crisi si arenassero.
Giovine sottolinea un’apparente contraddizione dello stesso quotidiano, che nel giro di poche ore aveva prima criticato il piano filatelico per poi dedicare un’intera pagina alla valorizzazione di uno dei francobolli emessi dal Ministero. Secondo il deputato, questa incoerenza dimostra una mancanza di coordinamento editoriale.
La replica del Ministero, secondo Giovine, ha smontato la polemica ricorrendo ai dati concreti. Per il 2026, le emissioni filateliche previste sono 64, un numero che risulta perfettamente in linea con gli anni precedenti e notevolmente inferiore rispetto alle 122 emissioni del 2021 o alle 92 del 2016. Questo dimostra come non vi sia alcun eccesso negli ultimi piani ministeriali.
Giovine evidenzia inoltre il lavoro compiuto dal Ministro Urso sul fronte della gestione delle crisi industriali. Contrariamente a quanto suggerito dalle critiche, i tavoli di crisi non si sono arenati: il numero è stato effettivamente ridotto da oltre 160 a 43, con la risoluzione di 41 situazioni critiche e la salvaguardia di tutti gli stabilimenti coinvolti.
Il deputato conclude ribadendo che i fatti concreti risultano sempre più solidi rispetto alle interpretazioni polemiche e alle caricature della realtà. Per quanto riguarda la questione filatelica, Giovine afferma che non possono esistere francobolli buoni o cattivi a seconda di chi ne sia il destinatario: si tratta semplicemente di una funzione amministrativa ordinaria del governo.
