Di Luca Franceschi
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La sinistra italiana applica criteri difformi nel giudicare le azioni del Governo, secondo quanto sostiene Lino Ricchiuti, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. Questa disparità di trattamento emergerebbe con particolare evidenza nei giorni recenti, mostrando un approccio che risulterebbe strumentale e poco coerente.
Il 18 ottobre dello scorso anno, il giorno successivo all’attentato subito dal giornalista Sigfrido Ranucci, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, intervenne al congresso del Partito Socialista Europeo ad Amsterdam per criticare duramente l’Italia. Nel suo intervento accusò il Governo Meloni di minacciare la democrazia e la libertà di stampa, presentando l’attacco come conseguenza della presenza dell’estrema destra alla guida dello Stato. Un’accusa lanciata sul palco europeo, senza disporre di prove concrete, in un momento particolarmente delicato per la questione.
Successivamente sono emersi i legami tra Ranucci e Valter Lavitola, con la magistratura impegnata a fare chiarezza su aspetti inquietanti della vicenda. Secondo Ricchiuti, tuttavia, il Partito Democratico non ha ritenuto opportuno presentare alcuna scusa per le affermazioni precedentemente formulate. Chi accusa pubblicamente il Governo italiano di compromettere i valori democratici di fronte all’intera Europa, sostiene Ricchiuti, dovrebbe possedere il coraggio di riconoscere l’errore quando i fatti rivelano una realtà diversa. Al contrario, pervade il silenzio.
Lo stesso silenzio caratterizzerebbe la reazione della sinistra italiana rispetto a un’altra grave vicenda. La premier Giorgia Meloni è stata inserita nella lista nera pubblicata da un giornale iraniano legato al regime di Teheran, insieme ad altri dodici leader occidentali. Questa lista li indicava come responsabili della morte dell’ayatollah Khamenei, accompagnando la designazione con minacce di ritorsione e fotomontaggi che ritraevano i leader in divisa carceraria. Un episodio estremamente grave che colpisce direttamente la massima carica dell’esecutivo italiano.
In occasione di questo attacco, prosegue Ricchiuti, ci si aspetterebbe una condanna compatta e bipartisan. Invece, né Elly Schlein né Giuseppe Conte hanno provveduto a esprimere solidarietà alla presidente del Consiglio. Neppure il resto delle forze progressiste ha ritenuto necessario manifestare vicinanza alle istituzioni italiane. Il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, che non perdono occasione per denunciare il Governo Meloni, hanno scelto di ignorare l’attacco proveniente da un regime autoritario nei confronti della premier italiana.
Secondo il dirigente di Fratelli d’Italia, non si tratta di episodi isolati, bensì di un modello ricorrente che genera una percezione negativa. Ricchiuti sottolinea come questo atteggiamento riveli un doppio criterio: accuse pesanti e non suffragate da prove quando l’obiettivo è danneggiare l’esecutivo; assenza totale di pronunciamenti quando si tratta di salvaguardare le istituzioni nazionali e la figura della presidente del Consiglio di fronte alle minacce di un regime apertamente ostile.
Ricchiuti qualifica il comportamento come una mancanza che ricade sulla responsabilità di chi privilegia le considerazioni di convenienza politica rispetto alla lealtà verso le istituzioni dello Stato. Conclude affermando che i cittadini italiani meritano di essere informati su questi atteggiamenti e sulle incoerenze che li caratterizzano.
