Di Luca Franceschi
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La proposta legislativa “Emigrato condannato subito rimpatriato” rappresenta un intervento di carattere pragmatico che intende operare una distinzione netta tra coloro i quali giungono in Italia con l’intento di lavorare e quanti invece si rendono responsabili di attività criminali. Secondo questa prospettiva, l’acquisizione della cittadinanza italiana non costituisce un diritto automatico, bensì deve essere conquistata attraverso il rispetto delle norme e il mantenimento di una corretta condotta sia civile che morale.
Il provvedimento si muove su due fronti complementari. Da un lato, afferma il principio fondamentale secondo il quale chi commette reati non possiede i requisiti necessari per permanere sul territorio italiano. Dall’altro versante, il meccanismo proposto mira a contribuire concretamente alla soluzione del problema del sovraffollamento carcerario, fenomeno nel quale una quota considerevole delle celle è occupata da detenuti di nazionalità straniera.
L’orientamento sotteso a questa iniziativa normativa poggia su un presupposto essenziale: qualunque straniero presente in Italia ha l’obbligo di conformarsi alle leggi della Repubblica. Solo in questo modo può essere garantito il rispetto reciproco e la convivenza pacifica all’interno della comunità nazionale.
Così si è espresso il deputato di Fratelli d’Italia Stefano Benvenuti Gostoli nel presentare questa proposta di legge.
