Di Luca Franceschi
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Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio durante il Governo Conte II, ha rivelato in commissione Covid un episodio di straordinaria gravità. Durante una seduta della commissione, ha confermato di essere venuto a conoscenza, tramite Miguel Martina funzionario dell’Agenzia delle Dogane, dell’importazione di mascherine inidonee e marcate falsamente. Nonostante questa scoperta, Fraccaro ha scelto di non comunicare l’accaduto a nessuno: né all’allora premier Giuseppe Conte, né al commissario straordinario Domenico Arcuri, né alle Procure competenti.
A giustificare questa clamorosa omissione, l’ex sottosegretario ha dichiarato che il suo intervento avrebbe potuto interferire con indagini già in corso. Secondo Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, questa argomentazione risulta del tutto inaccettabile. Come si potrebbe mai interferire con la giustizia semplicemente segnalando un’ipotesi di reato direttamente agli organi competenti?
La logica sottesa a questa posizione appare ancora più criticabile se si considera che, dal ragionamento di Fraccaro, emergerebbe l’idea che un procedimento penale in corso possa effettivamente sospendere i doveri amministrativi e di tutela della salute che il governo ha nei confronti dei cittadini italiani. Tuttavia, le mascherine inidonee avrebbero potuto provocare danni concreti ai medici, agli operatori sanitari e alle forze dell’ordine, i quali erano i destinatari di questi dispositivi difettosi.
A questi problemi di ordine sanitario si aggiunge inoltre una questione di danno erariale. La struttura commissariale ha infatti versato una considerevole quantità di denaro pubblico per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale che si sono rivelati pericolosi per la salute di chi li utilizzava.
