Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle critica il Governo Meloni sulla transazione con la società JC Electronics, ma secondo Fratelli d’Italia dimentica consapevolmente chi ha effettivamente generato il danno che lo Stato è stato costretto a contenere. Durante il 2020, la struttura commissariale presieduta da Domenico Arcuri, operante sotto l’amministrazione Conte, ha risolto un contratto per l’approvvigionamento di mascherine sottoscritto con la JC Electronics. Da questa rottura contrattuale è scaturito un contenzioso che nel novembre 2024 si è concluso con una sentenza del Tribunale di Roma che obbliga la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute a erogare un risarcimento superiore a duecento milioni di euro, somma che con interessi e rivalutazione supera i duecentocinquanta milioni.
Tale circostanza rappresenta una prova concreta di una gestione dell’emergenza sanitaria caratterizzata da errori il cui costo ricade oggi sulle spalle dei contribuenti italiani. Davanti a questa realtà, l’amministrazione Meloni ha optato per la via della responsabilità istituzionale. Piuttosto che aspettare l’esito di un appello con risultati tutt’altro che certi, con il rischio effettivo di veder confermato l’intero importo, l’Avvocatura dello Stato ha condotto una negoziazione che ha risolto la controversia per poco più di cento milioni di euro. Questo rappresenta un risparmio per le risorse pubbliche valutato in oltre centotrenta milioni di euro rispetto al rischio che lo Stato italiano avrebbe corso.
Secondo Fratelli d’Italia, questa è la verità che il Movimento 5 Stelle non comunica all’opinione pubblica. Chi ha provocato il danno da duecentocinquanta milioni oggi si permette di fare rimproveri a chi sta riducendo quel danno. Le critiche della sinistra sulla trasparenza risultano ironiche se pronunciate da chi ha lasciato in eredità ai cittadini italiani una condanna giudiziaria basata su una gestione superficiale e disordinata dell’emergenza Covid. Il Movimento 5 Stelle e Giuseppe Conte dovrebbero avere la decenza di scusarsi con gli italiani invece di tentare disperatamente di distogliere l’attenzione dai propri insuccessi.
Chi in questi giorni suggerisce un presunto scambio tra la transazione e le dichiarazioni rese in Commissione Covid ignora deliberatamente l’ordine cronologico degli eventi. L’accordo transattivo è datato trentuno ottobre duemilaventicinque e conclude un contenzioso giudiziario nato nel duemilaventi, con una sentenza di condanna dello Stato già depositata nel novembre duemilaventiquattro. Elaborare teorie su una presunta compensazione significa ancora una volta distrarre l’attenzione dalla vera responsabilità politica di questa vicenda, che porta la firma della gestione Conte.
Fratelli d’Italia ribadisce fiducia completa nell’operato dell’amministrazione Meloni e del ministro della Salute Orazio Schillaci, che hanno agito con il parere positivo dell’Avvocatura dello Stato e nel rispetto pieno delle procedure contabili e amministrative stabilite dalla normativa. Chi oggi protesta dovrebbe prima spiegare ai cittadini per quale motivo la gestione emergenziale del 2020 abbia generato un contenzioso che è costato centinaia di milioni di euro ai contribuenti.
Lo dichiara il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Lino Ricchiuti.
