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COMUNE DI VENEZIA * : «RIGENERAZIONE URBANA, NUOVO FUTURO PER L’EX TELECOM E I MAGAZZINI CAMPANA»

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15.20 - mercoledì 1 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Entra nella fase operativa il piano di riqualificazione edilizia e sociale che interesserà l’area di Piazza XXVII Ottobre, occupata dai Magazzini Campana, e l’ex torre Telecom alla Cipressina. La Giunta ha approvato la Variante n. 122 al Piano degli Interventi, un’operazione di rigenerazione urbana destinata a trasformare il cuore di Mestre.

I dettagli sono stati illustrati questa mattina al Municipio di Mestre dal sindaco Simone Venturini, e dall’assessore all’Urbanistica, Paolo Romor, che ne hanno evidenziato il valore strategico per la città. Il provvedimento ratifica la selezione dei due piani di recupero individuati tra le diverse proposte pervenute in risposta al Bando Riuso n. 4, sancendone il rilevante interesse pubblico ai sensi della Legge regionale n. 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo, e proseguendo così l’iter urbanistico, dopo che il Consiglio comunale aveva approvato la delibera di adozione della Variante nella seduta dello scorso 26 febbraio.

Nello specifico, il primo intervento riguarda proprio l’area di Piazza XXVII Ottobre, interessata dal compendio attualmente occupato dai Magazzini Campana, un ambito che si estende su una superficie di 1.745 metri quadrati in posizione cerniera con via Paolo Sarpi e caratterizzato da edifici obsoleti e non coerenti con il contesto urbano circostante. In questo comparto, il progetto prevede la rigenerazione complessiva dell’ambito attraverso la demolizione delle strutture prive di valore architettonico, il recupero degli edifici di interesse storico e la realizzazione di un nuovo complesso a prevalente destinazione residenziale, con il mantenimento delle attività commerciali esistenti e l’inserimento di nuovi servizi, tra cui un Bici Park. La riqualificazione interesserà anche gli spazi pubblici limitrofi, con il rifacimento di via Paolo Sarpi, il recupero dell’antico arco e la valorizzazione dell’area come percorso a prevalente fruizione pedonale, l’ammodernamento dei sottoservizi, dell’illuminazione e dell’arredo urbano, il potenziamento della rete di smaltimento delle acque meteoriche e la sistemazione dell’area verde di piazza XXVII Ottobre, con interventi finalizzati a migliorare accessibilità, percorsi pedonali e qualità complessiva dello spazio pubblico.

Il secondo intervento prevede la radicale rigenerazione dell’ex compendio Telecom di via San Damiano, un’area di quasi 14.000 metri quadrati a nord del centro di Mestre. Il complesso è un’ex infrastruttura tecnologica in disuso e da tempo in stato di abbandono. La completa demolizione delle vecchie strutture a nord farà spazio a tre moderni edifici di cinque piani dotati di appartamenti a uso residenziale e di un parcheggio privato interrato da 120 posti auto, mentre la torre esistente a sud, alta 52 metri, sarà interamente restaurata e rifunzionalizzata per ospitare tre uffici nei primi livelli e alloggi ai piani superiori. L’obiettivo dell’operazione è la generazione di un beneficio pubblico per il quartiere circostante attraverso la realizzazione di un’ampia area a verde attrezzato in continuità con via Olivolo, la creazione di un nuovo parcheggio pubblico e l’apertura di una pista ciclopedonale, lunga circa 600 metri, che collegherà via San Damiano direttamente al sottopasso per il centro cittadino, inserendosi nella strategia dell’Amministrazione del recupero del patrimonio edilizio degradato senza consumo di nuovo suolo.

“Con la delibera approvata oggi in Giunta avviamo una forte azione di rigenerazione urbana, incentivando l’attrazione di investimenti privati per recuperare il patrimonio edilizio vuoto, che oggi rischia il degrado anche in contesti di assoluto pregio – dichiara il sindaco Venturini – In questo modo interveniamo su veri e propri buchi neri della città, situazioni irrisolte che da troppo tempo generano problemi e incidono negativamente sulla qualità urbana. Mestre ha il diritto di essere una città di qualità, anche dal punto di vista architettonico, e per questo vogliamo promuovere interventi capaci di migliorarne il volto e innalzare gli standard edilizi. Oggi registriamo una forte domanda di nuove abitazioni di qualità, come dimostrano anche i valori di mercato, ma si tratta di una domanda che spesso non trova un’offerta adeguata. La rigenerazione urbana deve quindi diventare uno strumento per trattenere residenti, attrarre nuove famiglie e trasformare un problema in un’opportunità di crescita. Siamo pronti a discutere ogni nuovo progetto, purché sia di alto profilo. Casi concreti come l’ex edificio Telecom o il recupero storico di via Sarpi e Piazza Barche dimostrano la nostra visione: più immobili ad alta classe energetica, meno cubature complessive rispetto al passato, più verde pubblico, servizi e spazi a favore della città. Infine, per garantire che il patrimonio sia mantenuto a regola d’arte, affiancheremo a questi incentivi anche la tutela del decoro urbano, avviando controlli e prevedendo diffide ed eventuali sanzioni per chi lascia gli immobili in stato di abbandono”.

Per l’assessore all’Urbanistica Paolo Romor i due piani sono l’esempio concreto della direzione che l’Amministrazione intende perseguire in materia urbanistica: “L’obiettivo è attrarre investimenti di qualità, favorendo la realizzazione di edifici di pregio che contribuiscano alla riqualificazione della città – spiega l’assessore Romor – Attraverso operazioni di questo tipo si intende rispondere a una domanda reale, intercettando una fascia di cittadini con capacità di acquisto e, al tempo stesso, creando le condizioni per trattenere le famiglie a Mestre. Il tema delle cubature è centrale: nel caso di queste due delibere si tratta di interventi puntuali che ci consentono di agire subito, con una visione chiara di rigenerazione urbana. L’Amministrazione si assumerà pienamente la responsabilità di fornire indirizzi al privato, affinché lo sviluppo edilizio sia accompagnato da un’elevata qualità estetica e funzionale”.

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