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REGIONE LAZIO * : «ROCCA: SANITÀ PUBBLICA SI SALVA INVESTENDO NELLE PERSONE, 14 MILA ASSUNZIONI IN TRE ANNI»

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10.20 - mercoledì 10 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Roma. 10 giugno 2026 – «Quando siamo arrivati abbiamo trovato una sanità che usciva da anni di commissariamento, con personale insufficiente, pronto soccorso sotto pressione e cittadini sfiduciati. Oggi il Lazio è tornato a investire sul pubblico con una strategia chiara. Il dato più importante è che abbiamo restituito credibilità alle istituzioni sanitarie regionali: oltre 6 milioni di prestazioni erogate tramite Recup nel 2025, con il 96% di visite ed esami nei tempi di garanzia. Ma non considero conclusa questa battaglia. La vera sfida è cambiare strutturalmente il modello sanitario regionale, soprattutto nei territori più fragili e nell’emergenza-urgenza».

Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato da L’identità.

«Il problema delle liste d’attesa non si risolve con gli annunci, ma con il governo del sistema – ha aggiunto Rocca – Noi abbiamo scelto una linea precisa: aumentare il personale, investire nelle tecnologie e riportare capacità organizzativa dentro la sanità pubblica. Abbiamo informatizzato le liste chirurgiche e i posti letto, introdotto il Pass di Garanzia e avviato un monitoraggio costante delle prestazioni. Per anni si è pensato che il problema fosse irrisolvibile. Noi stiamo dimostrando che, se c’è volontà politica, i risultati arrivano.

«La sanità pubblica si salva soltanto tornando a investire nelle persone. Noi abbiamo fatto la più grande operazione di rafforzamento del personale sanitario degli ultimi vent’anni nel Lazio: 661 milioni di euro per quasi 14 mila assunzioni e stabilizzazioni nel primo triennio di governo regionale, dal 2023 al 2025, ed ulteriori 4.600 nuove autorizzazioni per l’apertura delle strutture di comunità territoriali, posti letto ospedalieri e altri servizi assistenziali con un investimento economico di oltre 250 milioni di euro. Questo non è solo un dato amministrativo: è una scelta politica. Significa dire che il servizio pubblico deve tornare competitivo, attrattivo e capace di trattenere professionalità. Dopo anni di precarietà e fuga verso il privato, stiamo invertendo la rotta».

«Sui Pronto Soccorso serve certamente un approccio nazionale, perché il tema dell’emergenza-urgenza riguarda tutto il Paese. Ma il governo Meloni, con il ministro Schillaci, è pienamente consapevole di questa necessità e ci sta lavorando fin dal primo giorno di insediamento, anche in stretta collaborazione con le Regioni. Noi, come Regione Lazio, abbiamo fatto la nostra parte senza aspettare. Abbiamo saputo sfruttare molto bene anche la straordinaria occasione del Giubileo appena concluso: proprio grazie a quell’evento abbiamo avuto 155 milioni di euro da investire per rafforzare tutta la rete dei pronto soccorso del Lazio, da Roma alle province. Questo ci ha consentito di ammodernare le apparecchiature, razionalizzare i percorsi e migliorare concretamente la capacità di risposta delle strutture sanitarie. È un’eredità importante che resta ai cittadini del Lazio. Oggi bisogna continuare su questa strada: ridare dignità, sicurezza e riconoscimento economico a chi lavora nei pronto soccorso e rendere il sistema sempre più efficiente e attrattivo».

«La grande sfida da qui alla fine della legislatura è la sanità territoriale. Ed è una sfida di cui abbiamo compreso fino in fondo l’importanza, anche perché il Covid ha fatto da detonatore di tutte le falle di un sistema che ci siamo trascinati per decenni. Per troppo tempo abbiamo puntato quasi esclusivamente sulla sanità ospedaliera, senza cogliere che, nel frattempo, cambiavano profondamente i bisogni sociali ed epidemiologici della popolazione. Oggi abbiamo tantissimi grandi anziani, molte più multi-fragilità, patologie che si intersecano tra loro e che richiedono una presa in carico continua, non una risposta emergenziale legata soltanto all’ospedale. La risposta deve essere quanto più possibile vicina alla casa del paziente, vicina alle famiglie e ai territori. È esattamente quello che stiamo costruendo attraverso il PNRR, con le Case della Comunità, la telemedicina e il rafforzamento dell’assistenza domiciliare. Ma attenzione: non può essere soltanto un tema di strutture. Deve essere, soprattutto, un tema di personale e di integrazione professionale. Per questo il dialogo con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta è fondamentale. Stiamo lavorando all’accordo integrativo regionale con un confronto serrato, a volte anche teso, ma sempre orientato a un obiettivo comune: il benessere del paziente e una sanità territoriale finalmente moderna, efficace e vicina ai cittadini».

«Nel Lazio e in Italia vedo una coalizione che ha compreso quanto governare significhi assumersi responsabilità e dare risposte concrete ai cittadini. E credo che i risultati si tocchino con mano anche sui territori. Proprio mentre chiudiamo questa intervista si è celebrato il ballottaggio nei comuni del Lazio. Il centrodestra può già rivendicare risultati molto positivi, in realtà importanti come Genzano, Albano Laziale, Ariccia e Anguillara Sabazia, per fare solo alcuni esempi. Questo dimostra che esiste una classe amministrativa di valore, fatta di sindaci e amministratori radicati nei territori e capaci di interpretare i bisogni reali delle comunità. Ad ogni modo, come Regione Lazio saremo accanto a tutti i sindaci e gli amministratori locali, senza alcuna distinzione politica, nell’esclusivo interesse delle comunità locali».

«Abbiamo avviato un percorso entusiasmante, ma anche estremamente complesso, che sta dando risultati concreti e misurabili. Governare una Regione come il Lazio significa affrontare problemi stratificati da anni, spesso essere frustrati per tempi che non sempre coincidono con le aspettative dei cittadini e con la nostra stessa volontà di accelerare, ma è un’esperienza appagante e molto importante. Per questo voglio continuare a metterci la faccia fino in fondo: se la coalizione lo riterrà opportuno, per le regionali del 2028 sarò nuovamente candidato alla presidenza della Regione. Mi presenterò a testa alta davanti ai cittadini laziali per completare il programma di governo avviato. Abbiamo aperto una stagione di investimenti e di riforme che questa Regione non vedeva da molto tempo e il nostro obiettivo è portarla a compimento con serietà, concretezza e responsabilità».

«Il rapporto con il governo nazionale è continuo, costante e assolutamente positivo. Abbiamo inaugurato un modello di dialogo istituzionale molto concreto, anche con Roma Capitale, basato sulla collaborazione e sulla capacità di affrontare insieme i problemi reali dei cittadini, al di là delle visioni politiche. Il Giubileo è stato la dimostrazione più evidente di questa sinergia istituzionale: un lavoro comune tra Regione, governo e amministrazioni locali che ha prodotto investimenti, organizzazione e risultati concreti. Ma questa collaborazione si vede ogni giorno anche su temi strategici come la legalità negli alloggi dell’edilizia popolare, la sicurezza nei nostri ospedali o le grandi infrastrutture. Con il ministro Piantedosi, ad esempio, stiamo lavorando molto bene sul rafforzamento della sicurezza e sul presidio della legalità. Con il ministro Salvini c’è una collaborazione estremamente concreta su infrastrutture fondamentali per il Lazio che erano ferme da anni e che oggi finalmente stanno correndo. Penso alla Cisterna-Valmontone, alla Roma-Latina, agli investimenti sul trasporto ferroviario insieme a Trenitalia e agli interventi strategici per Roma Capitale, come la metro C. Questa è la differenza quando le istituzioni dialogano davvero: i cittadini vedono risultati, cantieri che partono e opere che finalmente si realizzano».

«Da qui alla fine della legislatura vogliamo consolidare in maniera definitiva il lavoro che abbiamo avviato su sanità, infrastrutture e modernizzazione della Regione. L’obiettivo è lasciare un Lazio più forte, con una sanità territoriale finalmente efficiente e vicina ai cittadini, con liste d’attesa sempre più ridotte, con ospedali moderni e con grandi opere infrastrutturali finalmente sbloccate dopo anni di immobilismo. Stiamo mettendo in campo investimenti che questa Regione non vedeva da decenni: trasporti migliori, servizi pubblici più efficienti, maggiore sicurezza sociale e una pubblica amministrazione capace di dare risposte rapide ai cittadini. La vera sfida è fare in modo che questa stagione di cambiamento non sia episodica ma strutturale, lasciando al Lazio basi solide per i prossimi decenni».

«Il rischio più grande è arrendersi all’idea che il servizio pubblico non possa più essere efficiente. Io non lo accetto. L’opportunità più importante è usare questa fase di investimenti — dal PNRR al Giubileo — per ricostruire una sanità pubblica più moderna, tecnologica e vicina ai cittadini. Questa è una sfida politica e morale, prima ancora che amministrativa».

Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervistato da L’identità.

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