Di Luca Franceschi
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Questa sera si terrà a Reggio Emilia un momento di raccoglimento promosso dal Comune per esprimere cordoglio ai familiari e agli amici di Raffaele Stipa, il pizzaiolo che ha perso la vita nella notte precedente a causa di un omicidio commesso da un quarantatreenne che frequentava da anni il suo locale.
La partecipazione a questo evento rappresenta per chi vi prende parte non soltanto un gesto di solidarietà e vicinanza nei confronti della vittima e dei suoi cari, ma acquista un significato profondo di carattere civile e sociale. Tale momento aiuta a rafforzare i legami tra i cittadini e a costruire una maggiore prossimità, consolidando un patto solido tra la comunità e le istituzioni, alle quali spetta il dovere primario di promuovere coesione sociale, fiducia reciproca e sicurezza.
Viene espressa una ferma condanna nei confronti di ogni forma di violenza, comprendendo in essa anche le speculazioni messe in atto da esponenti politici e dai media che, per molte ore, hanno focalizzato l’attenzione sull’origine internazionale dell’omicida. Questo genere di comportamento è stato praticato nelle medesime ore in cui una famiglia e un’intera comunità erano prostrate dal dolore per un crimine atroce, che ha portato via una persona caratterizzata dall’umiltà e dalla generosità, sempre disposta ad accogliere e a stare vicino agli altri.
Chi continua a ricorrere a questo genere di strumentalizzazione del crimine e del dolore altrui non fornisce mai risposte concrete né aiuto effettivo alla comunità. Al contrario, alimenta sentimenti di odio e paura, rendendosi di fatto complice della violenza medesima che pure pretende di condannare.
