Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle presenta una relazione problematica con la realtà che emerge dai fatti in modo coerente. Durante l’intervento alla Camera dell’11 giugno sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo, Conte ha rivendicato i 209 miliardi del PNRR come se fossero una conquista personale. Chiunque desideri verificare questa affermazione può consultare il sito ufficiale dell’Unione europea, ricercare il Regolamento CELEX 32021R0241 su eur-lex.europa.eu e leggere direttamente l’allegato del testo di legge approvato dal Parlamento europeo il 12 febbraio 2021.
Nel documento ufficiale europeo è chiaramente indicata la formula matematica utilizzata per determinare le quote destinate a ogni Stato membro: popolazione, PIL pro capite e tasso di disoccupazione storico. Non vi furono trattative governative, meriti amministrativi o conquiste diplomatiche di sorta. Il meccanismo di distribuzione era basato su un algoritmo automatico. L’Italia ha ottenuto quella quota in quanto Paese più colpito dalla pandemia secondo dati economici oggettivi e verificabili. Gli stessi fondi sarebbero stati assegnati indipendentemente da chi ricoprisse l’incarico governativo.
La narrazione secondo cui i 209 miliardi sarebbero stati “strappati” grazie al genio diplomatico di Conte non regge nemmeno a una breve verifica su un sito istituzionale europeo. La fonte della corretta informazione non proviene da un avversario politico, bensì dalla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea. Lo stesso Gentiloni, nel suo libro sulle dinamiche di Bruxelles, ha confermato che le quote non erano frutto di negoziati tra i capi di governo ma derivavano da un algoritmo elaborato da due direttori generali della Commissione europea. Chi ha contestato Gentiloni su questo punto, accusandolo di diffondere falsità, stava di fatto attaccando un Regolamento europeo pubblico e facilmente verificabile da chiunque.
Secondo il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia Lino Ricchiuti, il Movimento 5 Stelle non soffre di un problema comunicativo. Possiede piuttosto un grande talento per la diffusione di informazioni false.
