News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

RENATO DALPALÙ * PRESIDENZA FEDERCOOP: “TRE SFIDE, INVERNO DEMOGRAFICO – INTELLIGENZA ARTIFICIALE – CULTURA LAVORO NUOVE GENERAZIONI”

Scritto da
22.15 - sabato 18 aprile 2026

Renato Dalpalù si candida alla presidenza di Ftcoop

1. La mancata candidatura unitaria: da problema a opportunità
Come ben noto, nei mesi scorsi il Consiglio di amministrazione di Ftcoop ha dato vita a un intenso confronto interno per individuare una figura largamente condivisa, da candidare alla presidenza, senza riuscirvi. Vari rumor ne hanno desunto una «sconfitta» della cooperazione trentina; al contrario un gruppo di Consiglieri ha cercato di trasformare questo stop in una opportunità di crescita, individuando una candidatura alternativa – il dott. Renato Dalpalù, Presidente di SAIT – nella convinzione che una pluralità di candidati, che si presenteranno all’assemblea dei Soci in posizione paritaria, favorisca un franco dibattito, articolato su diverse visioni, circa il futuro del movimento, il ruolo della Federazione e i principali obiettivi da raggiungere. Il primo impegno di Dalpalù come candidato in Ftcoop sarà dunque quello di stimolare la partecipazione attiva dei presidenti e degli amministratori per arrivare a coinvolgere, loro tramite, l’intero movimento cooperativo: una grande «operazione ascolto» ex ante, che in caso di elezione sarà il trampolino di lancio verso una democrazia interna compiuta.

2. E il SAIT?
Prima dell’Assemblea elettiva di Ftcoop, si terrà quella di SAIT. Il Consiglio di amministrazione del Consorzio ha già indicato Dalpalù come proprio candidato, in una logica di fiducia e di continuità, che il Presidente uscente non intende smentire. «Non mi candiderei in Ftcoop se questo significasse “mollare” il Sait» – sostiene Dalpalù, e lo ha pure scritto in una lettera alle Famiglie Cooperative. Ciò significa – ha spiegato – che in caso di doppia elezione, prenderebbe servizio in Ftcoop rimanendo anche in SAIT (doppio incarico – ha tenuto a precisare – ma non doppio compenso) per il tempo necessario a un’ordinata successione nel governo del Consorzio.
Dalpalù ricorda anche che SAIT si è dotato di un Piano strategico per il periodo 2025-2028, e quindi ha davanti a sé un solido binario, che gli garantisce una linea di coerenza nelle scelte gestionali e una focalizzata propensione innovativa.

3. Un mondo che ribolle ha bisogno di cooperazione
Un sistema di imprese che persegue valori solidali operando nell’ambito dell’economia di mercato, lungi dal potersi rifugiare nello status quo, deve sapersi adattare a un contesto in rapido e travolgente cambiamento. Un contesto che da un lato tende ad omologare, dall’altro a escludere, lanciando a ogni realtà economica almeno tre grandi sfide: a) l’inverno demografico; b) l’intelligenza artificiale; c) una nuova e diversa cultura del lavoro da parte delle nuove generazioni .Il tutto in uno scenario geopolitico di grande instabilità, anche rispetto a valori per noi non negoziabili, come ad esempio la pace.
Il movimento cooperativo – secondo Dalpalù – deve lavorare intensamente per testare risposte originali a queste sfide, valorizzando la multisettorialità e l’articolazione territoriale che lo contraddistingue, nonché una capacità progettuale ed operativa fondata sul suo essere sistema. Un sistema che spesso – purtroppo – non riesce ad esprimere tutte le proprie potenzialità, finendo spesso ostaggio di quell’autentico veleno che sono i particolarismi e le contrapposizioni acrimoniose, anche in Trentino. Incombe perciò sulla classe dirigente cooperativa la responsabilità di antagonizzare questo veleno.

4. L’idea motrice: un sistema, non una somma di parti
La cooperazione trentina è ancora un protagonista dell’economia provinciale: 4 miliardi di fatturato, 2,35 miliardi di valore aggiunto, il 13,6 per cento del PIL provinciale, 39.000 occupati, oltre 300 mila soci. Questi numeri descrivono una struttura solida, che però ha smesso di interrogarsi su sé stessa. Il risultato è che la cooperazione trentina è ancora grande, ma ha indebolito la propria capacità di orientamento. È un sistema che produce ma fatica a proporre. Che resiste ma è in difficoltà quando si tratta di governare il cambiamento.
Occorre invertire questa traiettoria – sostiene Dalpalù – pur senza scoraggiare i nostri amministratori, intensamente e meritoriamente impegnati per far funzionare al meglio la «loro» cooperativa. Ma per fronteggiare le sfide del nostro tempo non basta che il proprio orto sia ben coltivato, c’è bisogno che tanti orti lo siano e che la produzione sia bilanciata con i fabbisogni.
Serve la volontà di essere non una somma di parti ma un sistema. E serve che questa idea motrice sproni operatori, lavoratori e consumatori a partecipare a una nuova stagione cooperativa.

5. Un sistema d’imprese e di territori
Serve poi un ulteriore sforzo affinché l’idea della cooperazione come sistema si percepisca e si radichi a livello territoriale. «È necessario – ha affermato il candidato alla presidenza – risignificare il ruolo della cooperazione nei territori, trasformandoli in veri laboratori di sviluppo, a partire da quelli oggi più fragili. Il senso di appartenenza cresce quando le persone percepiscono di far parte di un movimento capace di incidere concretamente sul destino delle comunità». Dalpalù ipotizza a tal fine l’attivazione di momenti fissi di confronto («tavoli») fra i vari protagonisti della cooperazione, per far emergere progetti, azioni e modalità attuative ritenute cruciali nei diversi contesti, sia per orientare gli strumenti di programmazione, sia per promuovere o gestire progetti concreti di intercooperazione, sia per organizzare il reperimento di risorse.
Va da sé che questi confronti non devono risolversi in banali «liste della spesa»; devono invece mirare alla creazione di un circuito virtuoso tra le varie realtà cooperative del territorio, per aprirlo poi agli altri stakeholder, dapprima a livello locale, in seguito intersecando le reti lunghe di imprese di altre parti d’Italia e d’Europa. In questo crescendo, del tutto coerente con i principi cooperativi, la Federazione può senz’altro ritagliarsi un importante ruolo di stimolo, facilitazione e sostegno.

6. Un sistema di persone
In tema di risorse umane, Dalpalù indica, fra i molti aspetti degni di nota, la necessità di una profonda riflessione sugli aspetti connessi ai fenomeni migratori. Una riflessione obbiettiva, realistica, urgente, che chiama in causa anche l’etica e l’operatività cooperativa. Con obbiettività si deve riconoscere che la domanda di lavoro delle nostre imprese non sarebbe soddisfatta in mancanza di massicci innesti di migranti, e, in loro mancanza, anche il sistema pensionistico italiano si troverebbe in pesante disequilibrio. Con pari obbiettività si deve poi riconoscere il diritto a umane condizioni di vita per tutti, specie per chi la vita ce la rende più agevole. Servono corsi di lingua, aiuti, case; in altre parole, occorre affrontare il tema delle migrazioni non come semplice risposta alla domanda di manodopera, ma come opportunità per costruire nuovi percorsi di cittadinanza, capacitazione e integrazione. È questo, notoriamente, un argomento ad alta conflittualità politica, ma la cooperazione deve entrarci convintamente, in coerenza con i propri tratti identitari.

7. Il collante: l’orgoglio, l’entusiasmo, la squadra
In conclusione, Dalpalù auspica un rilancio dell’orgoglio cooperativo: «Le nostre persone, che stanno lavorando e impegnandosi all’interno delle singole realtà cooperative, devono sentirsi partecipi di una visione, di un grande progetto di benessere collettivo, che trasforma la prestazione del singolo nel mattone di una splendida cattedrale, dandogli così nuove energie e soddisfazione per il proprio lavoro». L’orgoglio cooperativo va coltivato anche con l’entusiasmo di nuove leve e nuove voci, quelle dei giovani cooperatori, delle donne in cooperazione, di nuove speranze, che il candidato alla presidenza ritiene importanti per lo spirito di squadra, spirito che è un collante dell’intero progetto di governo: «Tutto questo non può essere fatto da una sola persona, ma da una squadra, la squadra che i soci indicheranno in assemblea».

Categoria news:
OPINIONEWS TN-AA

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.