Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, è intervenuto attraverso i social media per denunciare quello che definisce un trattamento differenziato nell’informazione e nella giustizia a seconda della posizione sociale degli interessati.
Ricciardi ha sottolineato come alcuni noti commentatori diventino improvvisamente sostenitori delle decisioni delle procure quando queste si pronunciano a favore di persone potenti.
Ha inoltre evidenziato come, quando si tratta di personalità influenti come Minetti o Alemanno, emerga improvvisamente una sensibilità umana e una comprensione che vengono negate ad altri cittadini.
Al contrario, ha osservato il capogruppo pentastellato, quando a protestare sono le persone comuni, i cosiddetti poveracci, nei loro confronti prevale un atteggiamento di totale indifferenza.
Ricciardi ha poi rivolto critiche dure a quelli che ha definito “scendiletto di professione”, giornalisti stipendiati anche grazie ai contributi pubblici ricevuti dai loro giornali, letti prevalentemente dai politici nelle sale stampa dei palazzi istituzionali.
Questi opinionisti, secondo il parlamentare, pretendono di dare lezioni di deontologia professionale a chi svolge il mestiere di giornalista in modo autentico, senza guardare in faccia a nessuno e realizzando inchieste senza considerare il portafoglio, l’appartenenza politica o la provenienza delle persone coinvolte.
Il capogruppo M5S ha quindi espresso solidarietà e sostegno a Il Fatto Quotidiano per il lavoro incessante svolto al servizio di tutti i cittadini.
Ricciardi ha concluso il suo intervento manifestando solidarietà a tutte le madri, i padri e gli esseri umani che vivono in condizioni devastanti, costretti a rinunciare a curarsi e a curare i propri figli, ma la cui vita non entrerà mai nel cono di luce di chi potrà ricevere una grazia.
