(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 25 luglio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione dell’annegamento, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021. Essa rappresenta un momento di cruciale sensibilizzazione globale verso una delle principali cause di mortalità accidentale.
Secondo i dati epidemiologici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo si registrano 300.000 decessi per annegamento ogni anno, con un’incidenza particolarmente critica nella fascia di età compresa tra 1 e 14 anni.
L’Osservatorio Nazionale e l’impatto epidemiologico in Italia
Dal 2019 è istituito presso il Ministero della Salute l’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed incidenti in acque di balneazione. La relazione annuale per il biennio 2024-2025, pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità, registra oltre 600 annegamenti, prevalentemente di soggetti maschi, avvenuti quasi equamente in mare, soprattutto spiagge libere, e nelle acque interne.
La relazione evidenzia nel biennio 2024-2025 i seguenti dati:
- Mortalità: 604 decessi di cui il 23% circa bambini e giovani fino a 24 anni.
- Distribuzione di genere e anagrafica: oltre l’80% dei decessi riguarda soggetti di sesso maschile mentre il 19,3% delle vittime è di sesso femminile. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni di età.
- Localizzazione dei sinistri: il 46,8% degli eventi letali si verifica in ambiente marittimo, mentre il 46,2% degli annegamenti si concentra nelle acque interne (fiumi e laghi) e solo il 6,2% avviene in piscina ma quest’ultimo è un dato allarmante se si considera che sono coinvolti principalmente bambini e adolescenti.
- Distribuzione territoriale: le regioni con maggior numero di annegamenti nel biennio 2024-2025 sono state Lombardia (90 casi), Veneto (73), Toscana (52) Lazio (51) Puglia, Sardegna e Sicilia 41) e Emilia-Romagna (37).
I principali fattori di rischio rilevati negli ecosistemi naturali includono malori improvvisi, condizioni idrodinamiche avverse (correnti e instabilità dei fondali) e, in misura significativa, condotte imprudenti determinate da una carente percezione del pericolo o da insufficienti abilità natatorie.
Raccomandazioni per la sicurezza balneare
L’Osservatorio, nella relazione annuale, indica le regole da seguire per la sicurezza balneare e la prevenzione dei rischi.
GENITORI E ACCOMPAGNATORI
1. Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico, non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. Sapevate che in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni?
2. Se avete una piscina domestica o condominiale fatela recintare e assicuratevi che i bambini non vi possano accedere senza accompagnamento (nei paesi che hanno adottato questa regola la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata).
3. Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare.
GIOVANI E ADULTI
4. Non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa. Nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo. Se il mare è mosso non immergetevi e non avvicinatevi ad aree esposte o vicine al pericolo di onde neanche per l’attimo di una foto. Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio la vita vostra e degli eventuali soccorritori.
5. Se vi trovate in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno (può accadere con il mare mosso in una spiaggia naturale ma anche a ridosso di strutture artificiali come moli e frangiflutti), nuotate lateralmente per uscirne, mai contro.
6. Non vi tuffate mai senza prima conoscere il fondale del corpo idrico (profondità o presenza di sporgenze). Comunque, fate i primi tuffi di piedi, mai di testa (sono tanti gli incidenti gravi dovuti ai tuffi che vanno da esiti fatali a danni non recuperabili alla colonna vertebrale).
ADULTI E ANZIANI
7. E’ necessario (specialmente col progredire dell’età, e comunque se non si è esperti e sufficientemente allenati) limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli, e consultare comunque il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie (il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l’anno).
TUTTI
8. Se frequentate ambienti fluviali e lacustri prestate attenzione alle basse temperature delle acque (shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d’acqua, al fondale, ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l’anno annegano nei fiumi).
9. Rispettate i divieti e leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l’organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate.
10. Fare il bagno in presenza degli assistenti bagnanti è più sicuro e riduce il rischio di annegamento. Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli Enti gestori (Comuni, Autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza.
