Di Luca Franceschi
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Ue: Craxi (FI), torni progetto di prosperità, non di amministrazione del declino
La stabilità è diventata un fine anziché uno strumento
“Le inquietudini espresse dal presidente di Confindustria, Orsini, coincidono con ciò che da tempo Forza Italia considera urgente per il futuro dell’Europa. Non possiamo più permetterci un’Unione esitante, incapace di incentivare crescita e produttività mentre i competitor globali sostengono le loro economie con politiche integrate ed efficienti. Le stime della Commissione europea testimoniano un problema strutturale: da oltre un decennio l’Europa cresce a ritmi che non superano l’1%. L’ossessione per il rigore ha finito per bloccare la crescita, trasformando la stabilità in un fine anziché in uno strumento. Senza una vera politica industriale europea continueremo a perdere terreno nei settori chiave. Se non costruiamo strumenti comuni per sostenere le nostre filiere strategiche e lo sviluppo di capacità tecnologiche, per difendere le nostre imprese, garantire energia competitiva e orientare gli investimenti, saremo sempre costretti a inseguire. L’Unione non può più essere spettatrice degli eventi che determinano il suo destino. Serve una politica industriale europea per un mercato unico dell’energia, per più investimenti, per una difesa comune, per una strategia demografica e del lavoro che rimetta al centro giovani, donne e competenze. Perché l’Europa deve tornare a essere un progetto di prosperità, non un esercizio di amministrazione del declino”. Così, in un intervento sul Sole24 Ore, la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.
