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CONSIGLIO D’EUROPA * MIGRAZIONE E CONVENZIONE DIRITTI DELL’UOMO: BERSET, «CIÒ DI CUI ABBIAMO BISOGNO È DIALOGO, COOPERAZIONE E SOLUZIONI COMUNI»

Scritto da
13.42 - mercoledì 10 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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(Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale)

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Migrazione e Convenzione europea dei diritti dell’uomo: i ministri del Consiglio d’Europa chiedono una dichiarazione politica e una nuova raccomandazione.

I ministri del Consiglio d’Europa hanno chiesto la redazione di una dichiarazione politica sulla migrazione e sulla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, nonché di una nuova raccomandazione sul traffico di migranti, nel 2026, in una serie di conclusioni adottate da tutti i 46 Stati membri.

In una conferenza convocata su iniziativa del Segretario generale Alain Berset, i ministri hanno ribadito il loro profondo e incrollabile impegno nei confronti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Corte europea dei diritti dell’uomo, riconoscendo al contempo le sfide poste dalla migrazione irregolare e la situazione degli stranieri condannati per reati gravi.

“La Convenzione europea dei diritti dell’uomo è il garante ultimo dei diritti individuali e delle libertà fondamentali nel nostro continente e un pilastro della sicurezza democratica. Lo sfruttamento delle migrazioni, il traffico di migranti, la tratta di esseri umani e altre attività criminali che minacciano la stabilità e la sicurezza sono problemi reali che devono essere affrontati”, ha affermato il Segretario Generale Alain Berset. “Ciò di cui abbiamo bisogno è dialogo, cooperazione e soluzioni comuni che consentano agli Stati membri di lavorare su un piano di parità all’interno del Consiglio d’Europa”, ha concluso.

Per promuovere questo dialogo, i partecipanti hanno invitato oggi il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa (composto dai ministri degli Esteri dei 46 Stati membri) a redigere una dichiarazione politica che riaffermi l’obbligo di garantire l’effettivo godimento dei diritti e delle libertà garantiti dalla Convenzione a tutti coloro che rientrano nella giurisdizione degli Stati membri, nel contesto di queste sfide. Il testo dovrebbe inoltre tenere conto della responsabilità fondamentale dei governi di proteggere interessi nazionali vitali, come la sicurezza e l’incolumità pubblica, hanno affermato i ministri.

Si prevede che la dichiarazione politica venga adottata durante la prossima sessione formale del Comitato dei Ministri, nel maggio 2026, a Chișinău, Repubblica di Moldova.

Inoltre, i ministri hanno espresso il loro sostegno all’elaborazione di una nuova raccomandazione sulle modalità per prevenire e contrastare il traffico di migranti, nel pieno rispetto dei diritti umani, e al proseguimento degli sforzi per affrontare le questioni urgenti relative alla migrazione e alle relative politiche.

Infine, i ministri hanno incoraggiato il Segretario Generale ad avviare discussioni internazionali sulle questioni migratorie.

Premessa

Questa conferenza, basata sull’impegno nei confronti della Convenzione europea dei diritti dell’uomo espresso dai Capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa nella Dichiarazione di Reykjavik del maggio 2023, mirava a fornire orientamenti all’Organizzazione per il suo futuro lavoro in questo ambito a livello politico.

Negli ultimi anni, le questioni relative alla migrazione, incluso il rapporto tra la Convenzione e le misure nazionali di controllo della migrazione, sono diventate oggetto di un intenso dibattito politico in (e tra) molti Stati membri del Consiglio d’Europa.

L’evento mirava a integrare queste discussioni nel quadro del Consiglio d’Europa. L’Organizzazione sta già lavorando sul traffico di migranti e su altre iniziative correlate.

 

 

 

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Les migrations et la Convention européenne des droits de l’homme : les ministres du Conseil de l’Europe appellent à élaborer une déclaration politique et une nouvelle recommandation

Strasbourg, 10.12.2025 – Les ministres du Conseil de l’Europe ont appelé à élaborer une déclaration politique sur les questions liées aux migrations et la Convention européenne des droits de l’homme, et une nouvelle recommandation sur le trafic de migrants en 2026, dans une série de conclusions adoptées par l’ensemble des 46 États membres.

Lors d’une conférence organisée à l’initiative du Secrétaire Général, Alain Berset, les ministres ont réaffirmé leur attachement profond et indéfectible à la Convention européenne des droits de l’homme et à la Cour européenne des droits de l’homme, tout en reconnaissant les défis posés par les migrations irrégulières et par la situation des étrangers reconnus coupables d’infractions graves.

« La Convention européenne des droits de l’homme est la garante ultime des droits individuels et des libertés fondamentales sur notre continent et elle constitue un pilier de la sécurité démocratique. L’instrumentalisation des migrations, le trafic de migrants, la traite des êtres humains et d’autres activités criminelles qui menacent la stabilité et la sécurité sont des problèmes réels, qu’il est légitime de combattre », a déclaré le Secrétaire Général, Alain Berset. « Ce dont nous avons besoin, c’est de dialogue, de coopération et de solutions communes qui permettent aux États membres de travailler sur un pied d’égalité dans le cadre du Conseil de l’Europe », a-t-il conclu.

Afin de poursuivre le dialogue, les participant·es ont invité aujourd’hui le Comité des Ministres du Conseil de l’Europe (composé des ministres des Affaires étrangères des 46 États membres de l’Organisation) à élaborer un projet de déclaration politique qui réaffirme l’obligation d’assurer la jouissance effective des droits et libertés garantis par la Convention à toute personne relevant de la juridiction des États membres, dans le contexte de ces défis. Le texte devrait également tenir compte de la responsabilité fondamentale des gouvernements qui consiste à protéger les intérêts nationaux vitaux, tels que la sécurité et la sûreté publique, ont précisé les ministres.

La déclaration politique devrait être adoptée lors de la prochaine session formelle du Comité des Ministres, en mai 2026, à Chisinau (République de Moldova).

En outre, les ministres se sont déclarés favorables à l’élaboration d’une nouvelle recommandation sur les moyens de prévenir et de combattre le trafic de migrants, dans le plein respect des droits humains, ainsi qu’à la poursuite des efforts visant à traiter les questions urgentes liées aux migrations et aux politiques connexes.

Enfin, les ministres ont encouragé le Secrétaire Général à engager des discussions au niveau international sur les questions migratoires.

Contexte

Cette conférence, fondée sur l’engagement en faveur de la Convention européenne des droits de l’homme exprimé par les chefs d’État et de gouvernement du Conseil de l’Europe dans la Déclaration de Reykjavik de mai 2023, visait à donner des orientations à l’Organisation pour définir ses futurs travaux dans ce domaine au niveau politique.

Ces dernières années, les questions liées aux migrations – y compris la relation entre la Convention et les mesures nationales de contrôle des migrations – sont devenues l’objet d’un intense débat politique dans (et entre) de nombreux États membres du Conseil de l’Europe.

Cet événement avait pour but d’inscrire ces discussions dans le cadre du Conseil de l’Europe. L’Organisation mène déjà des travaux sur le trafic de migrants et d’autres initiatives dans ce domaine.

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