Di Luca Franceschi
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Il Comune di Pordenone ha rappresentato un modello pionieristico a livello nazionale nell’equipaggiare gli agenti della Polizia Locale con bodycam. Oggi, l’estensione di questa misura su scala nazionale attraverso la legge delega al governo sul riordino della polizia locale rappresenta il riconoscimento di una scelta già adottata dal territorio friulano.
Risale al 2018 la decisione dell’amministrazione comunale di dotarsi di questa tecnologia innovativa. All’epoca, Emanuele Loperfido, allora assessore a Polizia Locale e Sicurezza, insieme al Comandante Stefano Rossi, credettero in questa strumentazione che posizionò Pordenone fra i primi comuni italiani a farne uso. Una scelta che oggi viene confermata come prioritaria anche a livello governativo.
L’implementazione della strumentazione a disposizione degli agenti prosegue inoltre con l’introduzione del taser e di altre migliorie tecnologiche, il cui obiettivo dichiarato è la tutela della sicurezza dei cittadini e della comunità. Con il nuovo provvedimento legislativo, approvato in parallelo al decreto sicurezza, emerge chiaramente l’impegno dell’esecutivo nel rafforzare le politiche di sicurezza pubblica attraverso due direttrici: da un lato l’inasprimento delle pene previste, dall’altro il potenziamento tecnologico della Polizia Locale, istituzione ritenuta fondamentale al servizio delle amministrazioni comunali e dei cittadini.
La pionieristica esperienza di Pordenone dimostra dunque come il tema della sicurezza fosse già considerato prioritario dalla comunità locale anni prima della sua consacrazione a livello nazionale.
