Di Luca Franceschi
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A Lana è stata scoperta e smantellata un’operazione criminale di bracconieri specializzati nel furto di nidi di uccelli. Il Corpo Forestale della Provincia autonoma di Bolzano ha segnalato la presenza di tre soggetti sospettati di attività di uccellagione, già noti alle forze dell’ordine per precedenti analoghi e precedentemente identificati. Il Commissariato di Polizia di Merano ha avviato quindi mirati accertamenti investigativi.
Gli operatori della Polizia di Stato, in collaborazione con i colleghi del Corpo Forestale, hanno individuato l’autovettura utilizzata dai sospettati e hanno condotto un servizio di appostamento e vigilanza. Una volta che i soggetti hanno ripreso la marcia, sono stati fermati e identificati. La perquisizione del veicolo ha permesso di rinvenire elementi riconducibili alla pratica dell’uccellagione, sebbene in quel momento gli animali non fossero ancora a bordo.
In seguito, in base a una ulteriore segnalazione del Corpo Forestale attivata da un cittadino privato, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro due borse e uno zaino nascosti nei pressi di campi coltivati a frutta nel territorio di Lana. All’interno di questi contenitori sono stati scoperti circa 115 pulcini distribuiti in 21 nidi, molti dei quali purtroppo già deceduti.
Gli esemplari recuperati sono stati immediatamente affidati al Corpo Forestale provinciale, che ha provveduto al loro trasferimento presso il Centro di Recupero Avifauna di Castel Tirolo per le cure e gli accertamenti necessari.
L’attività illecita accertata era finalizzata alla vendita dei nidiacei a cacciatori che li utilizzano come esche vive per attirare altri uccelli tramite il richiamo del loro canto. Si tratta di una pratica particolarmente diffusa nei mesi di maggio e giugno, quando soggetti provenienti anche da altre aree si recano in Alto Adige per saccheggiare i nidi nei frutteti.
I tre soggetti identificati sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto responsabili di maltrattamento di animali e di aver arrecato grave danno all’ecosistema locale. I reati contestati riguardano violazioni contro l’ambiente, la flora e la fauna. Le indagini sono tuttora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire compiutamente i fatti.
L’operazione rappresenta un significativo esempio di efficace collaborazione interforze tra Polizia di Stato e Corpo Forestale, una sinergia che si è rivelata determinante per contrastare fenomeni illegali a danno dell’ambiente e della fauna selvatica.

