Di Luca Franceschi
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Bruno Vespa ha definito “sciagurato” il referendum sul nucleare del 1987, proprio in occasione del quarantennale della tragedia di Chernobyl. Secondo quanto sostiene Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, si tratta di un gesto estremamente grave: un conduttore della televisione pubblica che offende la volontà popolare espressa in due occasioni da milioni di cittadini attraverso uno strumento di democrazia diretta riconosciuto dalla Costituzione.
Nel corso della trasmissione di stasera, Vespa ha condotto insieme al ministro Fratin uno spazio che è stato criticato come una campagna promozionale a favore del rilancio del nucleare da parte del governo. Acerbo denuncia il coinvolgimento di potenti lobby che, secondo la sua lettura, non vedono l’ora di realizzare profitti attraverso commesse pubbliche di miliardi di euro.
La critica si allarga al governo di destra, accusato di mettersi a disposizione dei grandi interessi economici, proprio come nel caso del Ponte sullo Stretto. Prima di annunciare la costruzione di nuove centrali nucleari, Acerbo sostiene che sia necessario spiegare ai cittadini come mai non sia stato ancora realizzato il deposito nazionale per le scorie radioattive provenienti dalle centrali chiuse in seguito al referendum di quaranta anni fa.
