Di Luca Franceschi
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Il governo sta tracciando una prospettiva concreta per il futuro industriale italiano. Secondo quanto sostenuto da Matteo Gelmetti, senatore di Fratelli d’Italia, la realtà dei dati differisce significativamente da quanto rappresentato oggi dalla CGIL, dato che i lavoratori conoscono bene la situazione effettiva. I numeri diffusi dal sindacato considerano una platea più ampia, senza effettuare distinzioni tra le situazioni ereditate dal governo precedente, i tavoli già avviati negli anni passati e le crisi che l’attuale esecutivo sta affrontando e risolvendo concretamente.
I dati reali dimostrano un cambio di direzione determinato dal lavoro dell’esecutivo e dal ministro Urso. I tavoli aperti sono oggi 43, in diminuzione rispetto ai 55 registrati nel 2022, anno in cui il governo ha assunto l’incarico. Sono stati raggiunti 41 accordi per la risoluzione delle vertenze e la reindustrializzazione, con 383 siti salvaguardati e oltre 25 mila lavoratori coinvolti nella gestione delle crisi.
Negli ultimi giorni sono state portate a conclusione positiva due importanti vertenze. La prima riguarda il sito Hiab di Statte, a Taranto, dove è stata confermata l’acquisizione dell’intero ramo d’azienda da parte di Coseco Industrie Group. La seconda vertenza risolita è quella dello stabilimento di Gioia del Colle, nell’ambito della crisi Sofinter, per il quale Ansaldo Energia ha sottoscritto un accordo preliminare finalizzato all’acquisizione e al rilancio della struttura produttiva.
L’efficacia dell’azione di governo si misura su questi fatti concreti: meno crisi aperte, più soluzioni trovate e più lavoro salvaguardato. Tutto il resto rientra nella sfera della propaganda politica.
