Di Luca Franceschi
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Le conclusioni dell’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea confermano la piena compatibilità dell’accordo Italia-Albania con il diritto europeo. Un esito che smentisce le critiche delle sinistre antinazionali, le quali per mesi hanno attaccato l’intesa parlando di spreco di risorse pubbliche e di fallimento annunciato.
Il dato politicamente rilevante emerge con chiarezza: il protocollo sottoscritto risulta del tutto corretto dal punto di vista normativo. Alla luce di questa pronuncia della Corte, appaiono dunque infondate quelle decisioni che avevano bloccato i trasferimenti dei migranti ipotizzando un contrasto con la normativa europea.
Da questo esito consegue che i centri in Albania avrebbero potuto operare a pieno regime sin dall’inizio, consentendo di evitare un inutile spreco di tempi e risorse. Le opposizioni, la sinistra dei porti aperti e la magistratura militante sono invitate a prendere atto della realtà e a smettere di ostacolare un modello innovativo di gestione dei flussi migratori, capace di coniugare legalità, sicurezza e tutela dei diritti nell’interesse dell’Italia.
Così dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
