Di Luca Franceschi
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L’alta rappresentante della politica estera europea, Kaja Kallas, ha espresso al termine del Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo la sua ferma opposizione al ritorno della Russia alla Biennale di Venezia, definendolo un passo moralmente sbagliato.
Secondo la senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio, si tratta di un’ingerenza inaccettabile da parte dell’Unione Europea nelle libere scelte di un ente culturale autonomo, la cui missione è promuovere la cultura senza essere influenzata da dinamiche geopolitiche.
Come previsto da una legge del 1998, la Biennale è un ente autonomo.
Il Movimento 5 Stelle ha già evidenziato come il richiamo dell’Unione Europea a una retromarcia rappresenti un ricatto.
In un contesto internazionale così complesso, la libertà di espressione e di creazione artistica deve prevalere, senza dover rispondere a logiche burocratiche che possono ostacolare il dialogo e la comprensione tra i popoli.
La decisione della Commissione, accompagnata da un ultimatum di trenta giorni, minaccia di ledere una delle istituzioni culturali più significative al mondo.
Il governo Meloni, a cui la Commissione Europea ha chiesto di prendere posizione in merito alla vicenda, dovrebbe essere determinato nel difendere la creatività e la libertà culturale, garantendo che manifestazioni artistiche come la Biennale possano avvenire senza pressioni esterne.
La cultura non ha confini e non deve essere utilizzata come strumento di conflitto.
La senatrice Aloisio sostiene con determinazione il Presidente Buttafuoco e ritiene che la Biennale debba continuare a operare senza soggiacere a condizioni politiche complesse, rivendicando il diritto stesso della cultura a restare libera e svincolata, affinché possa continuare a essere un ponte tra le diverse realtà, promuovendo il dialogo e la pace.
