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PROCURA REPUBBLICA – TORRE ANNUNZIATA * STABIA: «AD UN ANNO DAL DISASTRO DEL FAITO, 26 INDAGATI / 24 VITTIME ED INDAGINI ANCORA IN CORSO»

Scritto da
13.00 - venerdì 17 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In occasione del primo anniversario del disastro occorso in Castellammare di Stabia in data 17.4.2025,
relativo alla precipitazione della cabina n. 2 della funivia del Monte Faito, a seguito del quale sono
decedute quattro persone ed una quinta è rimasta gravemente ferita, avuto riguardo, da un lato,
all’estrema gravità della vicenda, che costituisce una ferita ancora aperta non solo per i familiari delle
vittime ma anche per le Comunità locali, e in particolare per la città di Castellammare di Stabia, e,
dall’altro lato, alla grande attenzione riservata al suddetto anniversario dalle testate giornalistiche sia
televisive che della carta stampata nonché delle amministrazioni comunali di Castellammare di Stabia
e di Vico Equense, che hanno programmato per la giornata odierna, manifestazioni e cerimonie
pubbliche per commemorare il tragico evento, è apparso doveroso, oltre che opportuno, ai fini di una
corretta informazione dell’opinione pubblica, fare il punto sullo stato delle indagini relative al
suddetto disastro, senza peraltro entrare nel merito delle stesse.

Le indagini, avviate subito dopo il verificarsi dell’evento, il giorno stesso dei fatti, attraverso un
immediato sopralluogo da parte della Procura della Repubblica sia presso la stazione della funivia a
valle sia sul luogo in cui era precipitata la cabina, e affidate ad un pool di magistrati, si sono rivelate
sin da subito particolarmente complicate e difficili a causa della natura estremamente impervia dei
luoghi, stante la difficoltà di recuperare la cabina precipitata che era rimasta sospesa lungo il fianco
della montagna, trattenuta solo da alcuni alberi su di una parete quasi verticale a ca. 40 metri dalla
strada (via salita Quisisana) e a ca. 200 metri dal piano di campagna sottostante nonché di ricercare e
recuperare una serie di reperti (tra cui in particolare le boccole delle due teste fuse) in un’area
altrettanto impervia e coperta da fitta vegetazione estesa ca. 10 ettari.

Le indagini sono affidate al Commissariato di PS di Castellammare di Stabia, alla Squadra Mobile
della Questura di Napoli e al Gabinetto Interregionale per la Campania e il Molise della Polizia
Scientifica di Napoli.
Fondamentale e decisiva si è rivelata la collaborazione tecnica dei Vigili del Fuoco del Comando
Provinciale di Napoli assicurata sin dal momento iniziale delle indagini.
Preziosa si è rivelata anche la collaborazione dell’esercito italiano che ha dato la disponibilità
dapprima dei locali dello Spolettificio Militare di Torre Annunziata, ove ricoverare la cabina
precipitata una volta recuperata, e successivamente del Polo Tecnico Logistico di Nola, ove procedere
allo smontaggio dei reperti recuperati.
La cronologia delle indagini sin qui espletate può essere sinteticamente di seguito rappresentata.
La Procura in data 23 e 29 aprile 2025 ha nominato propri consulenti tecnici per procedere ad una
consulenza tecnica sulle cause del disastro, con le garanzie dell’art. 360 cpp, previo avviso ai difensori
degli indagati e delle persone offese.
In data 23.05.2025 ha avuto luogo il conferimento, da parte della Procura, dell’incarico di consulenza
tecnica ai sensi dell’art. 360 c.p.p. ai CT del PM Proff. Nicola Augenti ed Esposito Renato, avente ad
oggetto la ricostruzione del disastro e l’individuazione delle cause dello stesso, nel corso del quale
veniva formulata riserva di avanzare richiesta di incidente probatorio da parte dei difensori di alcuni degli indagati (6 indagati).
In data 29 e 30.05.2025 venivano formalizzate le istanze di incidente probatorio da parte delle difese.

In data 3.6.2025 la Procura si opponeva all’incidente probatorio.
In data 16.6.2025 il Gip accoglieva la richiesta dei difensori e disponeva procedersi alla perizia
In data 23.06.2025 si teneva la prima udienza dell’incidente probatorio (con la nomina dei periti del
Tribunale Prof. Formisano e Prof. Pennacchi e il conferimento dell’incarico volto ad accertare la
dinamica e le cause del disastro) con data fissata per l’inizio delle attività peritali al 1° luglio 2025.
Da tale data sono state celebrate altre 6 udienze (in tutto 7) dell’incidente probatorio nelle date del
15.9.2025, 10.10.2025, 1.12.2025, 28.1.2026, 6.3.2026 e 2.4.2026, la prossima udienza è fissata per
117.5.2026.
In data 10.10.2025 il GIP ha dovuto procedere alla sostituzione di uno dei periti, Prof. Pennacchi, che
ha rinunciato all’incarico, con un altro perito (Prof. Demelio).
I numeri del procedimento danno un’idea, peraltro solo parziale, della difficoltà e della complessità
sia delle indagini che delle attività peritali sin qui espletate:
– 26 indagati (25 persone fisiche + EAV)
– 24 persone offese (vittima sopravvissuta e familiari delle vittime decedute)
– 29 avvocati difensori (24 degli indagati e 5 delle persone offese)
– 2 periti del Tribunale
– 2 CT del PM
– 23 consulenti tecnici delle parti private
– 10 ettari l’estensione dell’area interessata dalle indagini (ai fini della ricerca e del recupero dei
reperti)
– 158 gli accessi effettuati in loco da parte dei VF con impiego complessivamente di 1.370 Vigili
del Fuoco per il recupero della cabina precipitata e di altre parti (carrello e traliccio) e la ricerca
dei reperti (boccole delle teste fuse) nonché per la realizzazione di vie di accesso in sicurezza per
l’accesso ai luoghi da parte di tecnici, magistrati, personale di PG
– oltre 100 i sopralluoghi effettuati dalla PS di Castellammare di Stabia in autonomia e a
supporto dei VF e della Polizia Scientifica
– 80 ca. i sopralluoghi effettuati dalla Polizia Scientifica, per un totale di ca. 150 gg. lavorativi,
impegnando complessivamente ca. 600 unità del personale per il recupero e la catalogazione di
44 reperti;
– 3 mesi effettivi il tempo impiegato per il recupero della cabina precipitata, del carrello e del
traliccio di collegamento da agosto a dicembre 2025 (18.12.2025 la data del recupero della
cabina).
Tra le diverse attività svolte dai Vigili del Fuoco che si sono rese necessarie ai fini delle indagini, si
segnalano:
– la stabilizzazione della cabina precipitata e del sovrastante carrello con impianto frenante,
volta ad evitare il rischio di una ulteriore caduta della stessa, in ragione del precario equilibrio assunto
nella caduta all’interno di un’area particolarmente impervia, effettuata con l’utilizzo di paranchi
opportunamente vincolati ad alberi di alto fusto, per scongiurarne il rischio di ulteriori cadute e
conseguenti danneggiamenti con compromissione delle fonti di prova.
– la realizzazione di un percorso di accesso all’area d’impatto della cabina con realizzazione di
una linea vita per la sicurezza del personale, ponendo in opera scale in legno per superare un salto
di quota di circa 40 metri dal più vicino punto di accesso rappresentato dalla strada lato Castellammare
di Stabia, indispensabile per consentire l’accesso ai luoghi;
– il sollevamento del cavo traente caduto sulla linea ferroviaria passante per il Comune di
Castellammare, volto ad assicurare la continuità del locale servizio di trasporto pubblico su
f e r r o ;
– lo svincolo del braccio di una gru di cantiere dai cavi traenti della funivia caduti su di essa per
scongiurarne il pericolo di ribaltamento sugli edifici limitrofi e sulla viabilità sottostante,
attraverso l’impiego di una piattaforma aerea che consentiva l’accesso al braccio della gru;
– il sollevamento e il bloccaggio dei cavi traenti della funivia terminati sulla SS 145;

 

– la ricerca e il recupero delle “boccole delle teste fuse” di ancoraggio del cavo traente della
funivia alla cabina precipitata, in un’area con un’estensione di circa 6 km;
– il recupero della cabina, in attuazione di un programma operativo concordato con i periti del
Tribunale, che ha comportato un’attività sul capo protrattasi per circa 3 mesi, dall’agosto al
dicembre 2025, attraverso:
– una preliminare bonifica dell’area da massi in fase di distacco;
– la realizzazione di nuove linee vita per la sicurezza del personale;
– la successiva realizzazione di vincoli per la disposizione di paranchi necessari alla
movimentazione del carrello, della cabina e del traliccio di collegamento;
– lo spostamento preventivo della cabina (peso circa 1.000 kg) e del carrello (peso circa
600 kg) dalla verticale dei cavi portanti della funivia affinché fosse possibile il successivo
recupero dall’alto con l’elicottero;
– l’impiego di un elicottero attraverso preliminari sorvoli dell’area delle operazioni, volti
a verificare l’operatività in sicurezza del mezzo aereo per il recupero dei suddetti elementi,
in un’area molto prossima ai cavi portanti della funivia;
– il trasporto dei reperti (cabina, carrello e traliccio), una volta recuperati, per la custodia
presso lo spolettificio militare di Torre Annunziata;
– la ricerca di altri reperti riconducibili alla cabina caduta tra la stazione di monte e l’area di
impatto della stessa, in un’area pari a circa 10 ha.
La Procura parallelamente all’incidente probatorio ha proceduto ad ulteriori indagini, tra le quali, in
quanto ostensibile, perché effettuato ai sensi dell’art. 360 cpp e quindi a conoscenza degli indagati,
l’incarico conferito ad un tecnico informatico per l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati ad alcuni
degli indagati subito dopo il disastro.
Le operazioni peritali, mediante l’incidente probatorio, sono tuttora in corso e il deposito della perizia,
secondo quanto ipotizzato dai periti all’udienza del 2.4.2026, a specifica domanda del GIP, è previsto
prima della pausa estiva.
Come è noto l’effettuazione della perizia mediante l’incidente probatorio comporta che al
dibattimento non sarà necessario procedere ad una nuova perizia, potendo essere utilizzata quella
svolta con l’incidente probatorio, con conseguente sensibile riduzione dei tempi del processo.
Torre Annunziata, 17 aprile 2026
Il Procuratore detta Repubblica
Nunzio Fragliass

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