(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Calavino in lutto, Ambrosi: “Se a Calavino si diceva ristorante, si diceva Da Cipriano”. La scomparsa di Cipriano Bosetti, per tutti “Cipri”, lascia un vuoto profondo a Calavino e in tutta la Valle dei Laghi.
Cipri non era soltanto uno storico ristoratore, ma un punto di riferimento umano e sociale. Il suo locale, “Da Cipriano”, aperto nel 1979, è diventato negli anni uno dei simboli più autentici del territorio, tanto che per molti, semplicemente, ristorante a Calavino voleva dire “dal Cipriano”.
Una vita intera dedicata alla ristorazione: oltre sessant’anni di lavoro, sempre presente tra i tavoli, instancabile, con quella naturalezza e quella passione che lo rendevano unico.
Quando passavo di lì, era inevitabile fermarsi. Con Cipri si finiva sempre a chiacchierare: del paese, della sua Calavino, della Valle dei Laghi, ma anche della provincia e persino della politica nazionale. Aveva uno sguardo attento, curioso, mai superficiale. E lo faceva sempre con garbo, con misura, con una parola gentile per tutti. Ma soprattutto con una passione autentica: quella di chi voleva vedere le cose funzionare, migliorare, crescere, sempre nell’interesse della propria comunità, che amava profondamente.
Accanto alla qualità della cucina, ciò che lo rendeva davvero speciale era il suo modo di stare con le persone. Chi può dimenticare il suo “pokerino”, diventato quasi un piatto simbolo, o il salmerino, espressione più autentica della tradizione della Valle dei Laghi. Il suo pokerino era un rito, un momento di condivisione. E quel giradischi, sempre pronto a trovare la canzone giusta, trasformava ogni compleanno in un momento unico, personale, indimenticabile.
Grande era anche la sua passione per il calcio, vissuta con lo stesso entusiasmo e lo stesso senso di appartenenza che metteva in ogni cosa. Il Calavino calcio era per lui motivo di orgoglio, un altro spazio in cui esprimere il suo legame profondo con il territorio e con le persone.
Ha lavorato fino all’ultimo, con una dedizione rara, quasi d’altri tempi. Per lui il lavoro non era solo un’attività, ma una forma di rispetto verso gli altri.
Con la sua scomparsa, Calavino perde una parte della propria storia viva. E la Valle dei Laghi perde un riferimento enorme, una presenza autentica, una parte della propria anima.
Alla sua famiglia va il mio pensiero più sincero e profondo, insieme all’abbraccio di un’intera comunità.
È quanto dichiara la deputata Alessia Ambrosi.
