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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: STRATEGIA PER GLI EVENTI – 2, ENERGIE RINNOVABILI, VARIAZIONI AL BILANCIO»

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12.16 - giovedì 16 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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È ripresa questa mattina a Bolzano la trattazione della Mozione n. 396/26, Strategia per gli eventi in Alto Adige, presentata dai consiglieri Ploner A., Köllensperger, Ploner F. e Rieder il 25/03/2026.

Il proponente Alex Ploner (Team K) chiedeva, in forma emendata, di incaricare la Giunta di commissionare un’ampia analisi del mercato degli eventi in Alto Adige, con la creazione di un osservatorio per disporre di dati utili a definire una strategia generale ispirata al modello del Land Tirolo.

Si proponeva inoltre di elaborare una strategia degli eventi per l’Alto Adige orientata alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica e coerente con i documenti strategici provinciali, coinvolgendo amministrazione, mondo economico – in particolare il settore eventi –, volontariato e i cosiddetti lead events.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA) è intervenuto replicando ad affermazioni del presidente Kompatscher e di Pamer su un suo post relativo ai bambini della scuola dell’infanzia, sostenendo che a esporli non era stato lui ma un ex partner di maggioranza.

In replica alla discussione precedente, l’assessore Marco Galateo ha ricordato la molteplicità delle tipologie di eventi e ha osservato che dall’esperienza del Tirolo si può trarre spunto, pur essendo essa circoscritta agli eventi sportivi, per i quali in provincia esiste già una sorta di coordinamento.

Sul fronte culturale gli ambiti sono molti, dalla musica al teatro, dalla danza alle rievocazioni storiche, e la Provincia sostiene già tali iniziative con contratti di sponsorizzazione o contributi, anche tramite gli Assessorati alla Cultura, mantenendo scambi informativi costanti con gli organizzatori.

Il settore degli eventi ha risvolti culturali, professionali ed economici con effetti sul PIL e può crescere ulteriormente, puntando a un livello qualitativo ancora più alto.

Nell’ultimo confronto con gli organizzatori si è discusso dell’assicurazione degli eventi, soprattutto in caso di annullamento per cause contingenti come il maltempo, misura che consente business plan più ampi, con la Provincia che copre l’80% del costo assicurativo e una serie di spese organizzative.

La comunicazione degli eventi rientra nel monitoraggio IDM.

Tra 10 e 15 anni fa esisteva un Osservatorio provinciale per gli eventi culturali, che non aveva soddisfatto né la Provincia né gli organizzatori e comportava una scelta indirettamente politica.

Dalla mozione arriva uno spunto interessante sugli eventi che non si tengono più, fenomeno legato anche al cambio generazionale.

Non è l’assessore a determinare i contributi, che vengono decisi dagli uffici sulla base di criteri definiti.

È stata citata la Hero Dolomiti Superbike, che non potrebbe essere finanziata oltre gli attuali limiti a meno di una futura modifica dei criteri.

Il tema resta aperto, ma la mozione non è stata ritenuta accoglibile, con la proposta al presentatore di ritirarla ed entrare nel gruppo di lavoro.

Alex Ploner ha replicato ricordando di aver avanzato la richiesta un anno e mezzo fa, tempo sufficiente per un incontro.

Secondo lui alla Provincia manca una visione.

I volontari sono sempre di meno e gli organizzatori sono in difficoltà per eccesso di responsabilità.

Sono andati persi eventi che il pubblico avrebbe voluto continuare a vedere.

Occorre raccogliere dati e assumere decisioni politiche, senza delegarle all’amministrazione, obiettivo per cui era pensato l’Osservatorio.

Per esperienza, il primo interlocutore è l’assessore o l’assessora, e dalla sua entrata in Consiglio ha sollecitato la questione.

Messa ai voti, la mozione è stata respinta con 16 sì, 17 no e 1 astensione.

È stata quindi esaminata la Mozione n. 399/26, Indipendenti, rinnovabili e a prezzo sostenibile, presentata dai consiglieri Oberkofler, Foppa e Rohrer il 27/03/2026.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha proposto di incaricare la Giunta di istituire una Energy Service Company pubblica in collaborazione con Alperia per sostenere in particolare lo sviluppo del fotovoltaico nei condomini e sul suolo pubblico, di introdurre con le banche locali prestiti a tasso zero o fortemente agevolati per gli impianti fotovoltaici, di attivare un finanziamento provinciale aggiuntivo per gli impianti delle famiglie, di prevedere contributi per i fotovoltaici da balcone e per i sistemi di accumulo, di introdurre con Alperia una tariffa elettrica agevolata per le pompe di calore e di adeguare i programmi di finanziamento in modo che i contributi per le pompe di calore non siano più vincolati all’installazione del fotovoltaico.

Ha motivato le richieste affermando che i governi autoritari utilizzano i combustibili fossili e i relativi prezzi come strumento di potere e che occorre liberarsi da tale dipendenza, mitigandone gli effetti sulle famiglie, soprattutto con redditi medio-bassi.

In Alto Adige il potenziale per le rinnovabili e per il solare è elevato e non sufficientemente sfruttato, anche a causa dell’alta quota di idroelettrico, mentre sul fotovoltaico c’è ancora molto da fare e i livelli sono nella media italiana.

Andrebbe seguito l’esempio della Spagna che ha puntato con decisione sulle rinnovabili.

Una ESCO pubblica renderebbe la Provincia soggetto attivo, coprendo i costi degli impianti su edifici privati e pubblici, gestendo la burocrazia e introducendo contributi distinti per fotovoltaico e pompe di calore, dato che non tutti possono installare queste ultime.

Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha espresso sostegno al passaggio alle rinnovabili sollevando però vari interrogativi per i condomini, dove l’installazione è possibile se c’è consenso, riguardo alla futura sostituzione e allo smaltimento dei pannelli, all’aumento del rischio incendi e dei costi assicurativi, ai diritti di installazione sul tetto e alla tutela degli inquilini che abitano sotto le aree coperte dai moduli.

Tali aspetti dovranno essere chiariti.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha evidenziato come ostacolo principale l’elevato costo dell’investimento iniziale, difficile da affrontare per chi ha già un mutuo, ricordando una sua mozione approvata affinché la Giunta valutasse contributi per il fotovoltaico e auspicando risultati concreti a breve per i cittadini.

È poi iniziata la trattazione delle proposte della maggioranza con il Disegno di legge provinciale n. 64/26, Variazioni al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano 2026-2028, presentato dalla Giunta su proposta del presidente Arno Kompatscher.

Il presidente ha illustrato la prima variazione di bilancio per il 2026, resa possibile da una congiuntura favorevole, dallo sviluppo positivo del gettito fiscale e da altre entrate, chiarendo che nel 2024 non c’è stata recessione.

Le maggiori entrate ammontano a 176 milioni nel 2026, 172 nel 2027 e 181 nel 2028, grazie al buon andamento economico, ai rimborsi IRPEF dallo Stato e al DANC.

I rimborsi IRPEF rientrano nelle agevolazioni fiscali per i cittadini, inizialmente stimate in misura più contenuta.

Per il 2026 sono previsti 80 milioni per coprire l’aumento dei prezzi di costruzione.

Per Comuni e sociale sono stanziati 20 e 35 milioni rispettivamente nel 2027 e nel 2028.

Il finanziamento dell’Università viene incrementato con 16 milioni nel 2026, 25 milioni nel 2027 e 29 milioni nel 2028.

Sono previsti 25 milioni nel 2026 per la contrattazione collettiva, in gran parte destinati ad anticipare l’inflazione programmata.

Quaranta milioni, suddivisi in 20 milioni nel 2027 e 20 milioni nel 2028, andranno a misure di conciliazione lavoro-famiglia e all’aumento dei salari nel settore privato.

Alla Ripartizione Patrimonio sono assegnati per il 2026 oltre 15,9 milioni per lavori urgenti, tra cui la scuola Aufschnaiter di Bolzano, la scuola di musica di Bressanone e l’ippodromo di Merano.

All’Azienda sanitaria vanno oltre 7,9 milioni per il 2026, oltre 10,1 milioni per il 2027 e 11,2 milioni per il 2028, destinati ad ampliamento dell’organico, accordo con l’Università Cattolica, case di cura e di assistenza.

È rilevante anche l’investimento nell’informatica con 19,6 milioni nel 2026, soprattutto per la digitalizzazione.

Un importo di 1,4 milioni, coperto dallo Stato, finanzia il protocollo con la RAI per l’acquisto di prodotti su arte, cultura e volontariato.

Sono previsti fondi per l’assistenza estiva e per il Concorso Busoni e uno storno di 4 milioni per i buoni pasto.

Secondo Kompatscher, l’assestamento consentirà nuovi investimenti e di dare concreta attuazione a molte iniziative, tenendo conto anche delle mozioni approvate in aula, annunciando un emendamento a copertura dell’articolo 3 sexies e l’aggiornamento delle tabelle allegate ai primi tre articoli.

È quindi iniziata la discussione generale.

Paul Köllensperger (Team K) ha richiamato il contributo dei lavoratori alla formazione delle risorse disponibili e ha giudicato positivamente l’anticipo di entrate tramite il DANC.

Ha sottolineato che in Alto Adige ci sono 70.000 contribuenti netti che sostengono il sistema e ha chiesto se siano realmente loro a beneficiare del bilancio, avvertendo che una crisi occupazionale ridurrebbe il numero di contribuenti e creerebbe problemi.

Richiamando la spending review, ha osservato che la programmazione finanziaria dovrebbe essere più agile e flessibile, che si garantiscono troppi bonus poco efficienti, che l’amministrazione provinciale è molto ampia, che non si investe a sufficienza nella digitalizzazione e che esiste una black box di enti strumentali con risorse ingenti non adeguatamente rendicontate.

Il disegno di legge tocca anche case di comunità, contrattazione collettiva, il Twenty e le Acciaierie, l’aumento dei costi di costruzione e il notevole finanziamento all’Università di Bolzano, rispetto alla quale, pur essendone sostenitore, si è chiesto se sia efficiente considerando una spesa media per studente di 23.000 euro.

Con l’inflazione destinata a risalire, occorre valutare cosa si riesca a restituire a chi lavora nella provincia, a fronte di un costo della vita crescente.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha rilevato che, a prima vista, le notizie fornite sono ottime, ma che l’Alto Adige ha realizzato molte opere e infrastrutture che ora richiedono costosa manutenzione.

Ha giudicato importante il contributo alla RAI nazionale per programmi sul territorio provinciale, utile a informare gli italiani sull’Autonomia, chiedendosi che fine abbia fatto l’incaricata di promuovere l’immagine dell’Alto Adige a Roma.

Sulle case della Comunità ha riportato le perplessità di molti medici, ritenendo più sensato formare nuovi professionisti o garantire loro alloggi nelle periferie dove c’è bisogno, e ha segnalato l’utilità di farmacie interne agli ambulatori, soprattutto per i pazienti anziani.

Quanto all’Università, dai costi rilevanti, ha chiesto se rafforzi davvero l’Autonomia, anche alla luce della diminuzione del trilinguismo che interesserebbe anche la Claudiana, dove insegnamenti e materiali sarebbero spesso solo in italiano, sollecitando inoltre di approfondire lo scandalo dei certificati linguistici.

Le entrate aggiuntive sono comunque risorse dei contribuenti e, di fatto, si riducono fondi per i pendolari o per misure a sostegno delle famiglie.

Occorre comunicare chiaramente le priorità politiche perché le persone hanno bisogno di aiuto immediato, ha detto, auspicando un cambio di rotta della Giunta.

Maria Elisabeth Rieder (Team K) è intervenuta sulla contrattazione collettiva chiedendo dettagli all’assessora competente sull’intercomparto.

Ha segnalato che nel provvedimento di indirizzo si parla anche dell’anticipo del trattamento di fine rapporto, che inizialmente sarebbe concesso solo al personale provinciale pur interessando anche altri ambiti come la sanità.

In merito al contratto dei medici di base, ha ricordato che c’è autonomia, ma non era mai accaduto di fissare i rimborsi orari prima della chiusura delle trattative.

Ha chiesto se vi siano dati sugli effetti della riduzione dell’IRAP per verificarne l’efficacia.

Ha chiesto informazioni sul profilo professionale dell’assistente infermieristico, sul rapporto con gli altri profili esistenti e sul loro inquadramento, che prevede conoscenze linguistiche differenti.

In caso di nuovi concorsi con passaggi di livello, ha domandato che fine facciano gli anni di lavoro maturati, proponendo una norma transitoria.

Ha riferito di aver sentito dell’introduzione di una qualifica funzionale 5ter tra la 5a e la 6a, chiedendo anche qui una norma transitoria per garantire le retribuzioni.

A suo avviso, gli inquadramenti dei profili più richiesti sono troppo bassi rispetto ai lunghi percorsi formativi e vanno trovate soluzioni offrendo chiarezza agli interessati e rilevando il fabbisogno delle diverse figure.

Ha chiesto inoltre informazioni sull’integrazione delle pensioni minime.

Infine, ha ricordato le numerose interrogazioni presentate in Consiglio, motivo di lamentele della maggioranza, spiegando che derivano dal fatto che molti cittadini non ricevono risposte dagli uffici, citando come esempio la sospensione dell’EuregioFamilyPass, il cui sito è tornato operativo dopo una relativa interrogazione.

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