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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «SPORT, MARCHESCHI (FDI): IL CALCIO CAMBIA I NOMI MA NON LE REGOLE, COSÌ LA CRISI CONTINUERÀ»

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17.30 - lunedì 13 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia esprime una valutazione critica sulla situazione del calcio italiano, in relazione alla candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC. Il partito riconosce le qualità del dirigente sportivo, ma ritiene che il vero problema non risieda nella scelta dei nomi, bensì nella struttura stessa del sistema federale.

Secondo l’analisi del senatore Paolo Marcheschi, responsabile nazionale Sport di FDI, il modello di governance attuale presenta un conflitto d’interesse intrinseco. Le componenti che eleggono il Presidente della Federazione sono le medesime che dovrebbero essere sottoposte a riforme, creando un meccanismo che tende naturalmente all’autoconservazione piuttosto che al cambiamento.

Questa dinamica ha impedito, nel corso degli anni, l’attuazione di riforme strutturali necessarie. I progetti di riforma sono stati rinviati o privati di significato concreto, mentre la situazione del calcio italiano ha continuato a deteriorarsi. Gli indicatori della crisi sono molteplici: squilibri economici tra i club, riduzione della competitività internazionale, modelli organizzativi non sostenibili dal punto di vista finanziario e l’esclusione della Nazionale Italiana dalle ultime competizioni mondiali.

Marcheschi sottolinea come questi problemi siano ben noti da tempo, eppure non siano stati mai affrontati con strumenti e provvedimenti adeguati. Per questa ragione, assume grande importanza l’audizione che il Ministro per lo Sport Andrea Abodi terrà presso la 7ª Commissione del Senato, finalizzata a valutare quali interventi siano necessari a livello governativo e parlamentare per contrastare la crisi del calcio italiano.

La posizione di Fratelli d’Italia è netta: il sistema calcistico nella sua forma attuale non è funzionale agli obiettivi di sviluppo e rilancio della disciplina. Il rischio concreto è quello di procedere a cambiamenti nominali, sostituendo persone nei ruoli dirigenziali, senza modificare effettivamente il funzionamento delle strutture e le dinamiche di potere che le governano.

Per affrontare questa situazione è indispensabile intraprendere riforme autentiche, che comportino la modifica delle regole fondamentali del sistema. Tuttavia, affinché simili riforme possano essere realizzate, è necessario disporre dei poteri necessari per implementarle. È in questa prospettiva che Fratelli d’Italia suggerisce l’introduzione di un Commissario straordinario, figura che possieda l’autorità di operare le trasformazioni strutturali che il sistema federale attuale non riesce a produrre autonomamente.

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