Di Luca Franceschi
///
Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Antimafia della Camera, difende fermamente l’operato del governo Meloni nella lotta contro la mafia. Secondo Kelany, l’impegno della presidente del Consiglio contro la criminalità organizzata è chiaramente visibile e non si limita a mere dichiarazioni di intenti. Le azioni concrete intraprese dall’esecutivo contro la mafia rappresentano la prova tangibile di questo impegno.
L’esponente di FdI sottolinea che la forza della presidente del Consiglio risiede nella sua irreprensibilità morale e nella mancanza di vulnerabilità rispetto a eventuali ricatti. Kelany evidenzia come non esisterebbero scheletri negli armadi o conflitti d’interesse che la stampa più ostile potrebbe rivelare come scandali sensazionali.
L’azione politica di Fratelli d’Italia, continua Kelany, si ispira ai magistrati Falcone e Borsellino e si concretizza in due esempi significativi: il progetto di rinascita di Caivano e la difesa del regime del 41-bis, il carcere duro per i detenuti più pericolosi. A tal proposito, il deputato critica la posizione della sinistra, che secondo lui avrebbe preferito visitare coloro che si battevano contro l’ergastolo per i mafiosi.
Kelany ritiene assurdo il tentativo di alcuni organi di informazione, quali Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e il programma Report, di insinuare una presunta vicinanza tra Giorgia Meloni e ambienti malavitosi basandosi su una semplice fotografia. Il deputato sottolinea che l’immagine in questione è datata e rappresenta un evento naturale e inevitabile per qualsiasi politico che partecipi a manifestazioni pubbliche.
Per Kelany, le ricostruzioni interpretative forzate e le illazioni appartengono a chi non possiede argomenti seri. Da una parte, sostiene, c’è chi lavora concretamente per combattere la mafia, dall’altra chi cerca di screditare mediante accuse poco credibili e prive di fondamento.
