Di Luca Franceschi
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Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd, interviene con fermezza sugli episodi di intimidazione e danneggiamento che hanno colpito Bologna. La dirigente del partito democratico definisce questi accadimenti come un “segnale allarmante che riguarda tutti”, sottolineando come l’attacco rivolto al sindaco Matteo Lepore e alla sede del Pd locale rappresenti un tentativo di indebolire il confronto democratico nel suo complesso.
Secondo Serracchiani, colpire un primo cittadino e prendere di mira una struttura partitica significa attentare “al principio stesso di democrazia”. Per questo motivo, tali gesti devono essere “condannati con fermezza, senza ambiguità”. La responsabile Giustizia del Pd rivolge la propria solidarietà personale e politica sia al sindaco Lepore che all’intero Partito Democratico bolognese.
Nel suo comunicato, Serracchiani ribadisce il diritto al dissenso, definendolo “legittimo e necessario”. Tuttavia, precisa che esso “non può mai trasformarsi in minaccia o violenza”. Nel momento in cui il dissenso assume queste forme estreme, la dirigente avverte che “non siamo più nel perimetro della dialettica democratica”, ma al di fuori di essa.
La risposta da dare deve essere “chiara e determinata”, secondo quanto affermato da Serracchiani. Risulta indispensabile “accertare rapidamente le responsabilità” per quanto accaduto a Bologna e “ribadire, con determinazione, che la democrazia si difende ogni giorno con il rispetto delle regole e delle persone”. Solo attraverso il rispetto di questi principi fondamentali è possibile proteggere il sistema democratico dalle minacce che lo sottopongono a pressione.
