Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di censura sia alla Camera che al Senato per chiedere alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di revocare immediatamente le deleghe al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. L’iniziativa parlamentare dei pentastellati solleva questioni di rilevanza politica e istituzionale che riguardano la condotta del rappresentante di governo.
Al centro della controversia vi è la vicenda che lega Delmastro alla figlia diciottenne di Caroccia, soggetto condannato in via definitiva nel febbraio 2026 come prestanome del clan Senese. I capigruppo M5S interrogano sui motivi per cui il sottosegretario abbia intrapreso rapporti d’affari con questa persona, considerata la gravità del contesto criminale di riferimento.
Il sottosegretario aveva precedentemente dichiarato di essersi liberato delle proprie partecipazioni societarie non appena venne a conoscenza della connessione con Caroccia, nel tentativo di prendere le distanze dalla vicenda. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, una fotografia pubblicata dal giornale contraddirebbe queste affermazioni, documentando la presenza di Delmastro nel locale in questione ancora nel gennaio di quest’anno.
La posizione del governo, rappresentata dalle dichiarazioni della premier Meloni, viene giudicata inadeguata dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Il fatto che la presidente del Consiglio abbia minimizzato la questione, limitandosi a osservare che il sottosegretario “poteva stare più attento”, non viene considerato sufficiente dai parlamentari pentastellati, soprattutto alla luce del ruolo istituzionale rivestito da Delmastro.
La questione assume particolare gravità considerando che si tratta del sottosegretario alla Giustizia e che emergono dubbi circa il rispetto degli obblighi di trasparenza. Secondo le accuse mosse, Delmastro non avrebbe comunicato alla Camera la sua partecipazione nella società in questione, violando un obbligo previsto per i parlamentari.
Il Movimento 5 Stelle lancia una sfida diretta alla presidente del Consiglio, chiedendole di presentarsi in aula per difendere personalmente il suo sottosegretario. La provocazione politica mira a costringere Meloni ad assumere una posizione chiara sulla vicenda, evitando di liquidare il caso come una semplice svista.
I capigruppo pentastellati stabiliscono un parallelo con il caso della ministra Daniela Santanchè, accusando la premier di una tendenza sistematica a proteggere i membri del suo partito anziché tutelare il prestigio delle istituzioni. L’appello finale richiama ai principi costituzionali di disciplina e onore che dovrebbero guidare l’azione di governo.
La posizione del Movimento 5 Stelle appare netta e senza margini di compromesso: Delmastro deve abbandonare l’incarico di governo, e la presidente del Consiglio deve cessare di ignorare la gravità della situazione. L’iniziativa parlamentare rappresenta un tentativo di forzare la mano al governo su una questione che i pentastellati considerano lesiva del decoro istituzionale e offensiva nei confronti del Paese.
