Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra denunciano che il Governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, starebbe portando l’Italia verso un coinvolgimento militare nel contesto dello Stretto di Hormuz. Secondo i due leader della coalizione progressista, è stato il governo britannico a rendere pubblica l’esistenza di un accordo tra sei nazioni – Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Giappone e Olanda – per un piano militare finalizzato a garantire la navigazione commerciale nello strategico stretto.
I due esponenti di Avs sottolineano come il fatto che l’Italia abbia appreso della propria partecipazione a questo progetto attraverso un comunicato proveniente da Londra, anziché direttamente dalla presidente del Consiglio, rappresenti una grave lacuna nella comunicazione istituzionale e nel rapporto con il Parlamento.
Bonelli e Fratoianni ritengono che qualsiasi intervento italiano in operazioni militari nel contesto di quella che loro definiscono una guerra illegale, scatenata da Trump e Netanyahu contro l’Iran, costituirebbe una piena compartecipazione dell’Italia al conflitto. Secondo i due leader, si tratta di una scelta gravissima e irresponsabile che richiede chiarezza immediata da parte dell’esecutivo.
I due attaccano inoltre il Governo per non aver fornito finora una condanna esplicita e inequivocabile dell’operato militare di Stati Uniti e Israele nella regione, lamentando le risposte ambigue e imbarazzate pronunciate in occasioni pubbliche recenti.
Bonelli e Fratoianni chiedono risposte dirette al Governo italiano: secondo loro il coinvolgimento del Paese in un piano militare per assicurare il transito navale nello Stretto di Hormuz rappresenterebbe un evento straordinariamente grave e inquietante, e rivolgono direttamente alla Meloni la domanda se stia effettivamente conducendo l’Italia verso la guerra.
