Di Luca Franceschi
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I rappresentanti del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia hanno definito “disarmante” la risposta del sottosegretario Delmastro alle rivelazioni emerse nell’articolo pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano.
Secondo i parlamentari pentastellati, non risulta credibile che una diciottenne possa agire autonomamente come amministratore unico detenendo il 50% delle quote societarie, risultando evidente che dietro la giovane si celi l’operato del noto gruppo familiare.
I rappresentanti M5S si interrogano sulla credibilità delle dichiarazioni di Delmastro, che sostiene di essersi accorto solo dopo una sentenza definitiva dell’identità di Miriam Caroccia come figlia di soggetti coinvolti in vicende giudiziarie. La questione giudiziaria relativa alla famiglia Caroccia e al clan Senesi si protrae da anni, sollevando interrogativi sulla gestione della Giustizia italiana.
Per fare chiarezza sulla vicenda, il Movimento 5 Stelle ha già presentato una richiesta formale per convocare il sottosegretario Andrea Delmastro in audizione presso la commissione Antimafia.
La richiesta prevede anche l’acquisizione urgente delle sentenze definitive di condanna relative ai soggetti coinvolti nella vicenda, oltre alla convocazione in audizione della Guardia di Finanza che ha condotto le indagini e dei giornalisti autori dell’inchiesta.
Gli elementi emersi dall’inchiesta, qualora confermati, configurerebbero una situazione di totale incompatibilità con il ruolo istituzionale ricoperto da Delmastro presso il Ministero della Giustizia. La posizione del sottosegretario risulterebbe ulteriormente compromessa dalla precedente condanna in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle sottolineano la gravità delle circostanze e la necessità di una risposta immediata. L’assenza di un intervento tempestivo rischierebbe di alimentare zone d’ombra incompatibili con i principi di legalità e responsabilità che devono caratterizzare l’operato delle istituzioni repubblicane.
