Di Luca Franceschi
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A poco più di un mese dalla precedente occupazione, l’ex Palasharp di Lampugnano è stata nuovamente interessata da un’occupazione abusiva. All’interno della struttura, anarchici, no-global e antagonisti continuano a operare senza limitazioni, approfittando anche della tre giorni dedicata a Dax. Secondo quanto riferito dai residenti della zona, che esprimono forte contrarietà, la situazione è caratterizzata da un eccessivo consumo di droga e alcool, accompagnato dalla diffusione di musica ad alto volume.
La gestione della vicenda da parte dell’amministrazione cittadina rappresenta un elemento critico della questione. Secondo le critiche mosse, il Centrosinistra milanese mantiene un atteggiamento di tolleranza nei confronti dell’occupazione. Questa posizione riguarderebbe tanto il Sindaco quanto i membri della Giunta e gli esponenti del Partito Democratico, che permetterebbero agli occupanti di agire liberamente senza interventi risolutivi.
L’ex Palasharp viene paragonato al noto centro sociale Leoncavallo, con cui condividerebbe la medesima dinamica di occupazione duratura e conflittuale. La struttura di Lampugnano rappresenterebbe ora la nuova base degli occupanti che in precedenza avevano fatto riferimento alla sede di via Watteau, sgomberata e chiusa lo scorso agosto. Secondo quanto sottolineato, la proprietà della struttura appartiene al Comune di Milano.
Emerge la richiesta di uno sgombero immediato della struttura, accompagnato dalla sua chiusura e messa in sicurezza. L’obiettivo dichiarato è evitare la replica di quanto accaduto con il Leoncavallo, dove per oltre cinquant’anni gli occupanti avrebbero condotto attività illegittime, perpetrando violenze nei confronti di rappresentanti delle forze dell’ordine e di esponenti politici di orientamento conservatore durante manifestazioni pubbliche.
