Di Luca Franceschi
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Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia, accusa Matteo Renzi di aver cambiato orientamento politico in base agli interessi economici. Secondo il parlamentare, l’ex premier è stato un “fedele esecutore di Teheran” fino a quando non ha ricevuto compensi più consistenti da parte dell’Arabia Saudita.
Giovine ricorda che Renzi fu il primo in Europa a ricevere il leader iraniano Hassan Rohani, evento avvenuto nel gennaio del 2016. L’occasione, secondo il deputato di FdI, si caratterizzò per comportamenti umilianti per l’Italia: Renzi avrebbe infatti fatto coprire le statue nude esposte in Campidoglio durante la visita del presidente iraniano, gesto che Giovine definisce “una vergogna per il nostro Paese”.
Il parlamentare sottolinea inoltre che l’ex presidente del Consiglio guidò una consistente delegazione di imprese italiane in Iran, con l’obiettivo di ottenere contratti commerciali anche in suo favore. Questo orientamento filo-iraniano sarebbe stato successivamente abbandonato quando Renzi ha iniziato a ricevere compensi più significativi dall’Arabia Saudita, rivale regionale della Repubblica Islamica.
Giovine conclude affermando che per Renzi “quel che conta è chi paga”, suggerendo che le sue posizioni politiche siano determinate esclusivamente da convenienza economica piuttosto che da principi stabili.
