Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia ribadisce la propria posizione sulla gestione dell’immigrazione, sostenendo che le decisioni di alcuni magistrati ostacolano le politiche di sicurezza del governo Meloni. Secondo il partito, le scelte giudiziarie, caratterizzate da motivazioni ideologiche, vanificano sia le normative sulla sicurezza varate dall’esecutivo che gli sforzi delle Forze dell’Ordine.
A supporto di questa tesi, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, cita i dati diffusi da Il Tempo relativi a un dossier dell’Anticrimine. Il rapporto evidenzia una situazione critica: otto stranieri su dieci liberati dai Centri di permanenza per i rimpatriati tornano a delinquere. Un dato che, secondo Bignami, conferma l’efficacia limitata delle misure di sicurezza implementate dal governo nel settore dell’immigrazione.
Bignami sottolinea come il comportamento ostruzionista della magistratura sia una questione ricorrente, citando le sentenze attraverso le quali i giudici hanno cercato di bloccare le politiche di gestione migratoria. Tuttavia, il capogruppo evidenzia che tali politiche godono del supporto e della condivisione di numerosi Stati europei, che le hanno adottate come modello.
Nonostante le critiche mosse alla magistratura, Fratelli d’Italia dichiara l’intenzione di proseguire sul percorso del rafforzamento della sicurezza, come dimostrato dalle recenti normative approvate dal Consiglio dei ministri. Il partito sostiene inoltre la necessità di liberare la magistratura dai condizionamenti della politica e dalle correnti interne, obiettivo che, secondo Bignami, passa attraverso l’approvazione del referendum previsto per il 22 e 23 marzo.
