Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, ha sollevato dure critiche in aula contro il disegno di legge sui detenuti tossicodipendenti attualmente in discussione.
Secondo la parlamentare pentastellata, le norme previste dal governo presenterebbero gravi incongruenze, con particolare riferimento al cosiddetto patteggiamento speciale. La deputata ha evidenziato come, in base a quanto contenuto nel provvedimento, anche chi ha compiuto le devastazioni in val di Susa potrebbe evitare completamente il carcere, venendo invece indirizzato direttamente nelle strutture per il trattamento terapeutico di riabilitazione.
D’Orso si è chiesta se il governo Meloni e la maggioranza siano consapevoli della portata delle norme che stanno introducendo. In particolare, ha fatto notare la contraddizione con le posizioni da sempre sostenute dalla maggioranza a sostegno delle forze dell’ordine. La parlamentare ha sottolineato come le persone che hanno compiuto atti di violenza potrebbero non vedere nemmeno l’interno di una cella, qualora dimostrino di essere tossicodipendenti o alcoldipendenti e di aver agito in stato di alterazione.
La deputata ha poi accusato il governo di prendere in giro i cittadini, definendo folle l’introduzione di una forma di patteggiamento speciale che consentirebbe a un imputato tossicodipendente o alcoldipendente di patteggiare fino a 8 anni di pena, a condizione di accettare di proseguire o intraprendere un trattamento terapeutico di riabilitazione.
D’Orso ha precisato che la questione non riguarda l’alleggerimento del sovraffollamento carcerario, ma coinvolge imputati che in sede di processo potrebbero patteggiare senza scontare nemmeno un giorno di detenzione, venendo ospitati in strutture residenziali o semi-residenziali dove, a suo dire, non potrebbero essere adeguatamente controllati a tutela della sicurezza collettiva.
La parlamentare ha concluso il suo intervento definendo il provvedimento un capolavoro di schizofrenia legislativa e un auto-boicottaggio del centrodestra al governo, che con una mano aumenterebbe le pene e con l’altra le annullerebbe.
