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CARABINIERI * MOGGIO UDINESE «PERSEGUITA L’EX PER DUE ANNI, LA CONTROLLAVA ANCHE CON UN DRONE. ESEGUITA LA MISURA CAUTELARE DEL DIVIETO DI AVVICINAMENTO»

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12.30 - sabato 7 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nei giorni scorsi la Stazione Carabinieri di Moggio Udinese ha dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e l’obbligo di presentazione giornaliero emessi dal Tribunale di Udine nei confronti di un 31enne residente nell’alto Friuli, per il reato di atti persecutori commesso dal 2023 fino al 2025 nei confronti dell’ex fidanzata.

Le indagini hanno avuto inizio nell’ottobre del 2025 a seguito di una querela sporta presso un Comando Stazione dalla donna che, a seguito dell’interruzione del rapporto affettivo avvenuto l’anno prima, continuava a ricevere da parte dell’ex fidanzato richieste insistenti di poter ritornare insieme, oltre che regali e messaggi non graditi.

Nell’autunno dello scorso anno, infine, la donna aveva notato in molte occasioni la presenza di un drone proveniente da una località ignota, sorvolare i luoghi aperti da lei frequentati quotidianamente: proprio tale inquietante fatto aveva quindi indotto la stessa ad abbandonare le proprie esitazioni nel richiedere tutela ai Carabinieri.

Pertanto, nell’ambito di attività investigativa e controlli mirati sul territorio svolti sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine, i Carabinieri di Moggio Udinese riuscivano a scovare e sequestrare all’ex fidanzato il velivolo che risultava appunto corrispondere a quello che aveva sorvolato i luoghi frequentati dalla vittima.

Analizzando la memoria del drone era così possibile risalire ad ogni singolo sorvolo, oltre che alla presenza di diverse fotografie scattate all’insaputa della donna, nonché ad altre gravi condotte atte ad interferire illecitamente nella vita privata della stessa e del suo attuale compagno, ivi compresa l’indebita divulgazione, da parte dell’indagato, delle immagini così acquisite ad amici e conoscenti.

Venivano inoltre sequestrati due telefoni cellulari in uso al 31enne, le cui memorie venivano analizzate da personale informatico specializzato.

Si rappresenta che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta a indagini in relazione alle vicende sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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