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“SAVE THE CHILDREN“ * MEDIORIENTE: «LE SCUOLE NON SONO CAMPI DI BATTAGLIA, PRIORITARIA LA PROTEZIONE DEI MINORI»

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16.59 - domenica 1 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Medioriente: Save the Children, le scuole non sono campi di battaglia. Prioritaria la protezione dei minori mentre si intensificano le violenze nella regione.

L’Organizzazione chiede con urgenza a tutte le parti coinvolte nelle violenze in Iran e nella regione, di ridurre immediatamente le tensioni e di rispettare il diritto internazionale.

A seguito dell’escalation di violenza in Medio Oriente e nella regione circostante Save the Children, e dopo che oltre 100 bambini hanno perso la vita negli attacchi di due scuole in Iran, chiede protezione per tutti i bambini e per le infrastrutture civili, in particolare scuole e ospedali.

L’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, sottolinea l’urgenza di un’immediata cessazione delle ostilità per ridurre i rischi sulla vita e sul benessere dei minori.

Finché le ostilità proseguiranno, tutte le parti coinvolte devono rispettare i propri obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani, garantendo che civili e le infrastrutture civili – comprese scuole e ospedali – siano protette dagli attacchi. L’uso di armi esplosive in aree densamente popolate implica il rischio di danni gravissimi alla popolazione civile, in particolare ai bambini e alle bambine, e deve essere evitato ad ogni costo.

“Siamo sull’orlo di una guerra devastante che sta già producendo conseguenze orrende sui bambini e le loro famiglie. I bambini non dovrebbero mai essere coinvolti nei combattimenti e e le loro case, scuole e comunità non possono diventare campi di battaglia. Le guerre hanno delle regole. I bambini e le scuole devono restare fuori dal conflitto” ha dichiarato Inger Ashing, CEO di Save the Children International.

“Save the Children condanna con la massima fermezza gli attacchi contro scuole e altre infrastrutture civili e chiede il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e la protezione della popolazione e delle infrastrutture civili dagli attacchi. Ogni guerra è una guerra contro i bambini e il mondo non può restare a guardare mentre vengono uccisi o feriti. Quando le ostilità si intensificano, i bambini e le bambine sono sempre i primi a soffrire: rischiano lo sfollamento, l’interruzione dell’istruzione, la perdita dell’accesso a cure sanitarie e servizi di protezione essenziali o, peggio ancora, di essere feriti o uccisi o di perdere i propri cari” ha proseguito Inger Ashing.

“Occorre fare ogni sforzo possibile per prevenire un’ulteriore escalation di violenze e garantire la sicurezza dei bambini. Save the Children chiede a tutte le parti coinvolte nella violenza in Iran e nella regione affinché riducano immediatamente le tensioni e rispettino i loro obblighi come previsto dal diritto internazionale. I civili – in particolare i bambini – devono essere protetti in ogni momento” ha concluso Inger Ashing.

Save the Children è la più grande Organizzazione indipendente al mondo per la difesa dei diritti dell’infanzia e opera in circa 110 Paesi per salvare e migliorare la vita dei bambini. L’Organizzazione non è attiva in Iran.

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