Di Luca Franceschi
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La senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli, segretario della Commissione Affari Costituzionali del Senato, interviene per fare chiarezza sulla recente incardinazione dell’atto n. 382 in commissione, che riguarda l’attuazione delle direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 relative agli organismi per la parità di trattamento. Spinelli sottolinea come stiano circolando interpretazioni errate della riforma che è opportuno chiarire.
Secondo quanto dichiara Spinelli, uno dei principali fraintendimenti riguarda la presunta cancellazione delle figure delle consigliere e dei consiglieri di parità territoriali. La senatrice precisa che questa ricostruzione è completamente scorretta e che il decreto legislativo non prevede in alcun modo l’eliminazione di queste figure professionali.
Il quadro normativo europeo richiede agli Stati membri di disporre di organismi per la parità che soddisfino standard più rigorosi in materia di indipendenza, autonomia e capacità operativa. Per questa ragione il decreto istituisce un Organismo per la parità indipendente, concepito per rafforzare e coordinare le competenze attualmente frammentate tra diversi soggetti. L’obiettivo è rendere più incisiva la difesa contro le discriminazioni, con particolare riguardo al mondo del lavoro.
Spinelli chiarisce che la disciplina relativa alle consigliere e ai consiglieri di parità rientra nella sfera di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ente responsabile delle politiche di pari opportunità nel mercato del lavoro. Le funzioni attualmente svolte da queste figure non scompariranno, bensì confluiranno all’interno del nuovo sistema dell’Organismo per la parità.
Il decreto inoltre prevede la possibilità di costituire articolazioni a livello territoriale, concordate con Regioni e Province autonome, al fine di assicurare una continuità operativa nei diversi territori. La riforma mira a semplificare l’assetto istituzionale ampliando contemporaneamente le tutele e garantendo un’azione efficace anche sul piano locale, in coerenza con gli obblighi derivanti dal diritto europeo e senza comportare ulteriori spese per la finanza pubblica.
