(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“L’inefficienza della giustizia italiana sottrae ogni anno il 2% del Pil, per due elementi essenziali: la lentezza, e su questo il Governo Meloni è già intervenuto per ridurre l’arretrato record di 3,8 milioni di cause pendenti, puntando in modo particolare sulla digitalizzazione integrale dei processi civili e penali, stanziando fondi per colmare il vuoto di organico e introducendo strumenti di filtro nelle impugnazioni.
Ma altro elemento di inefficienza è l’incertezza del diritto che ostacola drasticamente e limita gli investimenti fatti in Italia.
In questo senso la riforma costituzionale, ora al vaglio popolare, contribuisce a ridare credibilità internazionale al nostro sistema giudiziario.
La chiarezza dei ruoli, la riduzione del potere corporativo delle correnti della magistratura e il rafforzamento dell’autonomia dei magistrati ottengono il risultato di ridurre il rischio che la nostra Nazione venga percepita come inaffidabile.
Un sistema più vicino a quello accusatorio, usualmente vigente a livello internazionale, tocca il nodo essenziale della percezione di imparzialità di cui ha bisogno qualsiasi sistema economico.
Siamo sulla strada giusta nell’interesse dell’Italia”.
Lo dichiara Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e Segretario d’Aula alla Camera e membro della X Commissione Attività Produttive nonché responsabile energia di FDI alla Camera, nel corso del question time al Ministro del Made in Italy Adolfo Urso sulle ricadute della riforma della giustizia sul sistema imprenditoriale italiano.
