(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è totalmente allo sbaraglio sulla tassa da 2 euro sui pacchetti extra Ue introdotta dall’ultima Legge di bilancio. Oggi il ministero ha risposto in Senato a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulle ragioni dell’introduzione di questa sgangherata tassa, peraltro elusa dalle piattaforme e già causa di problemi economici al settore della logistica.
Il Mef ha risposto che la tassa italiana vorrebbe in realtà anticipare la tassa europea sui pacchetti la cui entrata in vigore è prevista il primo luglio 2026. In più è stato comunicato che si sta studiando in sede europea, sempre con decorrenza primo luglio 2026, una ‘handling fee’, vale a dire un ulteriore contributo che dovrebbe compensare le autorità doganali dei maggiori costi connessi alla cancellazione del regime di esenzione sin qui applicato ai pacchetti extra Ue di valore inferiore ai 150 euro.
Il Ministero non ha minimamente chiarito come si rapporterà la tassa italiana a questi due balzelli europei e se la tassa italiana debba essere ritirata per evitare un’infrazione Ue. A quel punto si creerebbe anche un problema di coperture, nonostante su questo la risposta provi a gettare acqua sul fuoco.
Una gestione da parte del Governo che ha dell’incredibile, ha dichiarato il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.
