(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Inquinamento da PFAS – Azioni per tutelare la salute e l’ambiente.
Premesso che:
i PFAS, noti anche come “inquinanti eterni”, sono sostanze chimiche usate in numerosi processi industriali e prodotti di largo consumo;
la campagna Acque senza veleni condotta da Greenpeace ha evidenziato la presenza diffusa di PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nell’acqua potabile in tutte le regioni italiane. Queste sostanze, utilizzate in ambito industriale per la loro capacità di rendere le superfici repellenti all’acqua e ai grassi, sono persistenti nell’ambiente e alcune di esse sono state riconosciute come cancerogene;
in Italia, il problema è emerso con particolare gravità a partire dal 2013 nella “zona rossa” del Veneto (province di Vicenza, Padova e Verona), dove l’esposizione ai PFAS ha riguardato circa 150.000 persone con potenziali gravi conseguenze sulla salute;
anche nel territorio del Comune di Rovereto è stata rilevata la presenza di PFAS;
a partire dal 2026 entreranno in vigore in Italia i limiti normativi previsti dalla direttiva europea 2020/2184, ma le più recenti evidenze scientifiche segnalano che tali parametri potrebbero essere inadeguati a garantire una protezione efficace della salute pubblica. Alcuni paesi europei (Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Spagna, Svezia e la regione belga delle Fiandre) hanno già adottato limiti più stringenti;
Greenpeace Italia ha lanciato una petizione per chiedere il divieto di produzione e utilizzo di PFAS e la loro sostituzione con alternative più sicure;
l’accesso ad acqua pubblica non contaminata è un diritto essenziale da garantire a tutta la cittadinanza.
Tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale a:
1. sollecitare l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA) a prevedere una comunicazione pubblica periodica (ad esempio, semestrale) sugli esiti del monitoraggio della contaminazione da PFAS nel territorio comunale, a partire da giugno 2025;
2. valutare la possibilità di adottare limiti alla presenza di PFAS nelle acque potabili più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa europea, sulla base delle più recenti evidenze scientifiche e delle migliori pratiche adottate da altri paesi europei, al fine di garantire una maggiore tutela della salute pubblica e dell’ambiente;
3. verificare se sul territorio provinciale esistano produzioni artigianali o industriali che potrebbero rappresentare un rischio per la contaminazione ambientale da Pfas e, in caso di riscontro positivo, richiedere ad Appa controlli stringenti e l’attivazione di protocolli specifici.
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cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
