(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il capogruppo M5S in Commissione Cultura Antonio Caso ha annunciato il dietrofront della maggioranza sull’emendamento “salva-telematiche” al decreto Milleproroghe, dopo la denuncia del Movimento 5 Stelle.
“Li abbiamo fermati di nuovo. Dopo la nostra denuncia, la maggioranza è stata costretta a fare marcia indietro sull’emendamento salva-telematiche”, ha dichiarato Caso.
Il testo originario della forzista Bergamini rinviava di un anno, in modo generalizzato, l’obbligo degli esami in presenza: un favore enorme al business delle università telematiche.
Dopo l’iniziativa del M5S l’emendamento è stato riformulato, circoscrivendo la deroga a casi eccezionali, come studenti in aree di guerra o residenti in Stati aderenti al Piano Mattei.
“Il problema non è la didattica online in sé né l’uso delle nuove tecnologie: il punto è evitare scorciatoie che possano abbassare la qualità della formazione e aprire la strada a una progressiva destrutturazione del valore legale del titolo di studio, indebolendo la credibilità del sistema e l’impostazione pubblica dell’università”, ha spiegato il deputato pentastellato.
“Servono regole chiare e uguali per tutti, controlli effettivi sulla qualità dei percorsi e interventi rapidi quando emergono criticità. Sul tema abbiamo anche presentato un’interrogazione alla Ministra Bernini”, ha concluso Caso.
