(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Oggi dal ministro Urso nel question time volevamo sapere una cosa semplicissima, cioè quale è la strategia del governo di fronte al boom di liquidazioni giudiziali nel nostro tessuto produttivo e al passaggio di centinaia di imprese italiane in mano a fondi e holding straniere.
Che questo governo fosse composto di patrioti alle vongole lo sapevamo da un triennio abbondante.
Ma dal ministro che ha rinominato il dicastero dello Sviluppo Economico in “ministero delle imprese e del made in Italy”, tutto ci aspettavamo tranne che una fiera rivendicazione di questa razzia di aziende italiane, in molti casi addirittura storiche, da parte di gruppi esteri.
Urso ci è parso oggi un pugile suonato, un ministro privo di visione, forse anche stordito dall’ennesima mazzata dei dati Istat sulla produzione industriale che va a picco.
Sta di fatto che sentirlo parlare è avvilente: dall’energia alla tutela dei marchi storici, dagli aiuti alle imprese alla giustificazioni sull’automotive, siamo al cospetto di un uomo che ha totalmente perso la bussola.
E i risultati tragici li paga l’economia italiana”.
Così in una nota la deputata M5s Emma Pavanelli.
